#Locarno71 – Il programma

Giunto alla 71 edizione il Locarno Festival (1-11 Agosto) presenta una selezione ricchissima, distribuita tra il Concorso internazionale, con la giuria presieduta da Jia Zhang-Ke, che assegna il Pardo D’Oro, il Prefestival con Grease di Randall Kleiser, la Piazza Grande, il Concorso Cineasti del presente, i Pardi di domani, Signs of Life, i film Fuori concorso, l’ Histoire(s) du cinéma, la Retrospettiva dedicata a Leo McCarey e l’Open Doors Screenings.

Un’edizione all’insegna dell’umanesimo, che nasce dall’idea di rivendicare l’importanza e la dignità dell’uomo e di affermare che ogni uomo è unico, prezioso ed insostituibile. Un concetto che trova forza anche dall’anniversario dei settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che si festeggia quest’anno, e che Locarno ha deciso di celebrare in collaborazione con le Nazioni Unite. Il programma di quest’anno mostra film che, al posto di rappresentare i conflitti che agitano il pianeta, si concentrano su storie private, lasciando però risuonare il presente come il rimbombo di un temporale.

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Liberty, Leo McCarey

Il Concorso Internazionale ha una giuria composta, oltre al summenzionato Presidente Jia Zhang-Ke, dallo scrittore Emmanuel Carrère, Sean Baker, Tizza Covi e Isabella Ragonese. I film in corsa per aggiudicarsi il Pardo sono 15 tra una prevalenza di Prime Mondiali ed un paio di Prime Internazionali, espressione di una filmografia che abbraccia l’intero pianeta. Ed in questa selezione trova spazio anche l’Italia con Alberto Fasulo che presenta Menocchio. Uno degli autori più attesi è senza dubbio il coreano Hong Sangsoo che dopo Berlino torna a visitare un altro prestigioso festival europeo con Gangbyun Hotel (Hotel by the river), e dall’Oriente arrivano anche A family Tour di Ying Liang e A land imagined di Yeo Siew Hua. Il cineasta rumeno Radu Muntean è in concorso con Alice T. e dall’Europa arrivano anche Glubenberg di Thomas Imbach, M di Yolande Zauberman, Ray e Liz di Richard Billingham, Sibel di Çağla Zencirci e Wintermärchen di Jan Bonny.

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La conferma della grande vitalità del cinema mediorientale arriva con Yara di Abbas Fahdel che, dopo il suo epico Homeland (Iraq Year Zero), lascia le zone di guerra per immergersi nella campagna libanese.  La flor di Mariano Llinas (815′!!) è il frutto di un lavoro di tanti anni e un omaggio sentito al cinema, fabbrica di racconti. È un film fiume, pensato, scritto e realizzato per quattro splendide attrici, muse, complici e compagne di questo viaggio senza fine, che nonostante la sua durata arriva leggero come il soffio del vento. Un film che è “una sola moltitudine” di racconti che provengono da una parte all’altra del mondo, di volti che si richiamano. Completano il quadro del Concorso Internazionale Diane di Kent Jones, Genèse di Philippe Lesage e Tarde Para Morir Joven di Dominga Sotomayor.

Con Leo McCarey si apre il programma della Piazza Grande, dove sarà proiettato Liberty in una versione musicata dal vivo per l’occasione. C’è tanta commedia in Piazza Grande, a partire dallo spassoso Les Beaux Esprits di Vianney Lebasque che seguirà Liberty, per chiudere con la comicità irriverente di Delépine e Kervern in I Feel Good. C’è la voglia di far sorridere il pubblico, di ridere insieme, non perché ci si dimentichi del mondo circostante, ma perché – come racconta Bruno Dumont, Pardo d’Onore 2018quando la realtà perde coerenza uno sguardo disincantato è il solo che può permettere di andare avanti.

Blackkklansmann, Spike Lee

A Dumont si deve tra l’altro la seconda novità del cartellone della Piazza, con l’anteprima di una serie televisiva, Coincoin et les z’inhumains, che chiuderà la grande serata di sabato sera. Anche il cartellone di Piazza Grande è un’alternanza di mondi e culture diverse e di opere prime, lavori inediti o meno e grandi classici: Blackkklansman di Spike Lee, Seven di David Fincher, L’ospite di Duccio Chiarini, Blaze di Ethan Hawke, Manila in the Claws of Light di Lino Brocka, per fare il nome soltanti di alcuni titoli. In piazza Grande Grande sarà consegnato Venerdì 3 Agosto il Leopard Club Award 2018 a Meg Ryan. L’omaggio di Locarno a Meg Ryan sarà accompagnato dalla proiezione del film In the Cut e da un incontro dell’attrice con il pubblico del Festival.

Per la sezione Cineasti del Presente la giuria è composta da Andrei Ujică, Ben Rivers e Lætitia Dosch ed avrà il compito di premiare uno dei giovani cineasti in concorso scegliendo tra 16 titoli tra i quali ovviamente ci sono moltissime opere prime. Le altre sezioni che hanno una giuria e prevedono di assegnare dei riconoscimenti sono: i Pardi di domani che premia i cortometraggi, divisi in due contenitori, i nazionali e gli internazionali; Sign of Life, dove tra i 14 film selezionati può ambire ad un premio anche Luca Ferri con Dulcinea.

La pattuglia italiana diventa ancora più nutrita quando si passa ai titoli presentati Fuori Concorso (11 Lungometraggi + 4 Corti): Ora e sempre riprendiamoci la vita di Silvano Agosti, My home, in Libya di Martina Melilli, Sembra mio figlio di Costanza Quatriglio e Walking on Water di Andrey Pounov, una coproduzione italo-statunitense.

Una delle sezioni più ricche e variegate è Historie(s) du Cinema: il Pardo D’Onore per Bruno Dumont (con la proiezione di Jeanette, l’enfance de Jeanne d’arc, La vie de Jésus e l’Humanité), lExcellence Award (che rende omaggio a personalità cinematografiche che hanno arricchito il cinema con il loro lavoro e il loro talento) assegnato a Ethan Hawke, Premio Vision Award Ticinomoda ( intende omaggiare e valorizzare personalità che, con il loro lavoro dietro le quinte e le loro creazioni, hanno contribuito ad allargare gli orizzonti del cinema) assegnato a Kyle Cooper, un omaggio ai Fratelli Taviani, a Wolf-Eckart Buhler, Pierre Rissient ed a Claude Lanzmann.

Gli Open Doors Screenings presentano invece al pubblico del Festival una selezione di lungometraggi e cortometraggi particolarmente rappresentativi dell’universo cinematografico su una regione particolare del Sud e dell’Est del mondo. La sezione termina quest’anno il suo ciclo triennale sull’Asia del Sud, portando a Locarno film dalla scena contemporanea di Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Myanmar, Nepal, Pakistan e Sri Lanka.

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Altre sezioni collaterali sono Locarno Kids e una riservata esclusivamente al cinema elvetico.

Seven, David Fincher

Tantissimi gli ospiti previsti: Diego Abatantuono, Isabella Ragonese, Sean Baker, Nour Ballouk, Richard Billingham, Emilie Blichtfeldt, Fran Borgia, Júlio Bressane, Emmanuel Carrère, Mélanie Charbonneau, Laura Cittarella, Kyle Cooper, Tizza Covi, Benjamin Dickey, Laetitia Dosch, Jean Dujardin, Bruno Dumont, Abbas Fahdel, Alberto Fasulo, Elias Freifer, Antoine Fuqua, Yann Gonzalez, Olivier Gourmet, Eugène Green, Ghassan Halwani, Ethan Hawke, Marnie Ellen Hertzler, Kent Jones, Vasilis Kekatos, Marthe Keller, Gurcan Keltek, Eleny Kossyfidou, MINGYANG Li, Mariano Llinás, Jodie Mack, Yolanda Moreau, Radu Muntean, Narcissister, Virginie Nolin, Bettina Oberli, Nicolas Philibert, Davit Pirtskhalava, Mary Kay Place, Jérémie Renier, Ben Rivers, David Roux, Hong Sang-soo, Yash Sawant, Jürgen Schmidhuber, John Sloss, Juergen Teller, Melanie Thierry, Andrei Ujica, Virgil Vernier, Michelle Wehe, Siew Hua Yeo, Peter Yu, Jia Zhang-ke, LIN Zi, Omar Zúñiga Hidalgo.

Per il programma completo QUI