L'odore del CLORO. Incontro con Sara Serraiocco e Lamberto Sanfelice

http://www.dagospia.com/img/foto/02-2015/sara-serraiocco-con-lamberto-sanfelice-639010_tn.jpgEsce domani in sala Cloro, esordio nel lungometraggio di Lamberto Sanfelice, già presentato a Berlino nella sezione Generation dopo il passaggio americano all'ultimo Sundance. Abbiamo incontrato il regista e l'attrice protagonista Sara Serraiocco.

Il nuoto sincronizzato, almeno sino ad ora, e' stato uno sport abbastanza assente dalle scene del cinema italiano…

Lamberto Sanfelice: del nuoto sincronizzato mi interessava questa doppia immagine, sopra la superficie dell'acqua una bellezza estetica elegante, sott'acqua lo sforzo fisico enorme, a testa in giu', quanto di piu' lontano da un balletto. Non avendo appoggi solidi,  tenersi a galla ti porta a dei movimenti di scatto, in cui la sincronia e' piu' importante dell'armonia. Per creare la bellezza e' necessaria sempre una fatica. Prima che arrivasse Sara, volevo per la figura della protagonista addirittura una reale atleta del nuoto, non un'attrice.

Sara Serraiocco: ho iniziato con la danza classica e quindi conosco bene la realta' agonistica, la voglia di non mollare mai e di essere disciplinate e concentrate per farcela. Mi sono allenata per sei mesi con una squadra di nuoto sincronizzato, questo ha portato proprio a delle modifiche fisiche del mio corpo, anche a livello di proporzioni. E' stato interessante poi riportare lo schema atletico in questa ossessione del mio personaggio per il controllo, il tenere le cose a posto anche quando la vita la travolge.

cloroIl film attraversa luoghi molto diversi tra di loro. Qual e' la loro valenza?

Lamberto Sanfelice: non e' casuale che il film parta da un posto come il sovraffollato lungomare di Ostia, e poi invece si svolga in un altopiano semidesertico dell'Abruzzo. E' un film che parla di contrasti, di sradicamento, di isolamento. Il luogo della piscina ad esempio cambia lungo la storia,  i suoi confini si restringono, sembrano rimpicciolirsi. E' un film dettato molto dai luoghi che ho visitato durante un viaggio in Abruzzo, la sera mi fermavo e mi appuntavo delle idee, poi sono tornato e le ho sviluppate insieme ad Elisa Amoruso.

Sara Serraiocco: il luogo-chiave del film e' pero' sempre l'acqua. Quello che mi hanno insegnato subito le atlete e' stato di riuscire a sentire l'acqua come elemento in cui sei immersa, noi lo diamo per scontato. E poi quell'odore di cloro che ti rimane sulla pelle caratterizza subito il posto da dove vieni.

E' piu' un film d'autore o una pellicola generazionale?

Lamberto Sanfelice: e' un film duro ma anche pieno di speranza, ottimista, racconta un percorso di crescita ancora possibile, anche se attraverso gli ostacoli. Per questo sono contento che anche a Berlino il film fosse nella sezione "per i giovani", Generation. E' una storia di maturazione, pensata piu' per loro che per i cinefili. Come un film di Gus Van Sant, per me il piu' alto cantore dell'adolescenza al cinema.



Sara Serraiocco:
sono queste le storie in cui mi piace dare il mio contributo. Da tre anni ad esempio sto lavorando con Marco Danieli sulla storia molto forte di una ragazza Testimone di Geova che rischia di venire estromessa dal movimento perche' sta frequentando un ragazzo estraneo.