Lola+Jeremy, di July Hygreck

La storia tra Lola+Jeremy, opera prima della regista francese July Hygreck, incomincia come tante altre: Jeremy (Syrus Shahidi) e Lola (Charlotte Gabris), all’improvviso si sono innamorati. Lui ha 27 anni, è un graphic designer e accanto al suo amico gestisce l’agenzia Cercasi alibi disperatamente, che crea finti alibi per fidanzati fedifraghi. Lola ha 25 anni, lavora in una fumetteria e la sua passione sono i supereroi e il film di Michel Gondry Se mi lasci ti cancello, che guarda ogni giorno, senza sosta. Se il Cinema è un antidoto per l’oblio, può esserlo anche l’amore: la paura della dimenticanza, oppure la consapevolezza di quanto siano fragili i rapporti umani, è ciò che spinge entrambi a riprendere ogni momento della loro storia attraverso piccoli e colorati video giornalieri, che insieme diventano un registro delle loro fantasie, alter-ego, paure e amnesie.

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Nell’universo di Lola+Jeremy – che, mentre la storia si svolge, comincia ad assomigliare a quello della Marvel, tanto che la sua dimensione cinematografica si rende ogni volta più finta, dissociata e esacerbata, proprio come un fumetto – ci sono anche altri supereroi: Il padre di Jeremy, in fin di vita all’ospedale e con cui lui condivide ogni video e i suoi amici Mathias, Sam e Mickael, una specie di Justice League involontaria e artigianale, disposta a far di tutto per rendere giustizia nel rapporto – che, naturalmente, verrà distorto – tra i loro Superman e Wonder Woman. Mentre questa Justice League indossa delle maschere di plastica e porta avanti un piano per recuperare Lola – facendo una serie di video con finti rapitmenti di personaggi famosi, tra i quali il musicista Manu Katchè, il rapper Youssoupha e lo stesso Gondry – ognuno scoprirà qual è il supereroe che gli calza meglio. Il problema, però, sarà trovare il modo di togliersi questo costume da addosso.

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La volontà dietro il film di Hygreck, forse la stessa del Gondry di Se mi lasci, ti cancello , non è soltanto raccontare l’oblio e la delusione amorosa come fenomeni trasversali che possono sconvolgere le nostre vite, ma proporre un modo di ricomporre una realtà che si fa a pezzi in ogni secondo, dentro ogni inquadratura, dietro ogni schermo, come se fosse un montaggio costante che può funzionare soltanto se si taglia un pezzo oppure se ne sovrappone uno sopra l’altro. Forse, l’unica via per rendere infinito un qualcosa che, ormai, sappiamo sparirà in un attimo. La dimensione dove i personaggi si svolgono – quella che riprendono con i cellulari in continuazione e che allo stesso tempo registra loro senza filtro – sembra un collage fatto di locandine, riferimenti cinematografici, maschere di supereroi, effetti speciali e luci al neon. Tutti fatti di carta e materiali che si dissolvono, pezzi di un puzzle che si possono muovere e ricomporre a volontà, di centomila modi e in centomila schermi,  ma che ormai non riusciranno a riordinare la vita “vera”, ciò che non si può cambiare.

Se George Orwell aveva immaginato/anticipato un mondo sorvegliato 24/7 e Michel Foucault una società panottica – soprattuto rivolta all’uso del Potere – sembra che la distopia definitiva non si trovi nelle “alte sfere” ma propio laggiù, nei mondi dei mortali, nella costante ossessione per registrare e riprendere tutto ciò che ci circonda in una macchina da presa, come se diventasse vero soltanto dopo averlo visto in uno schermo. Come gli amici di Jeremy, che si registrano tra di loro in continuazione come unica via per trascorrere la giornata; come lo stesso Jeremy, che trova nei video l’unico modo di esprimersi, avere Lola per sé e allontanare suo padre dalla morte. Qualsiasi intento di giudizio morale, però, forse annoierebbe perfino Foucault. Ma il bello di Lola+Jeremy non è provare a risolvere niente, ma porsi delle domande – colorate, piene di neon e con la libertà esacerbata di un fumetto, che anche se non verranno risolte, almeno non saranno dimenticate.

 

Titolo originale: id.

Regia: July Hygreck

Interpreti: Charlotte Gabris, Syrus Shahidi, Tom Hygreck, Laura Boujenah, Foed Amara

Distribuzione: Sun Film Group

Durata: 85′

Origine: Francia 2017