L’ombra del corvo, di Dylan Southern
Il film con Benedict Cumberbatch investiga la psicologia di una famiglia in lutto attraverso metafore banali, senza dare vero spessore ai sentimenti dei personaggi
Hamnet
Tratto dal libro Il dolore è una cosa con le piume di Max Porter, L’ombra del corvo racconta la storia di un padre, disegnatore di fumetti, a cui improvvisamente muore la moglie. Oltre al dolore per la perdita, deve occuparsi dei suoi due figli piccoli. Il protagonista è un artista introverso, sempre chiuso nel suo studio, che sembra incapace di rapportarsi coì suoi figli, ma anche di occuparsi delle faccende di casa.
Benedict Cumberbatch si è ormai specializzato nei ruoli di padre disegnatore, creatore di mondi e disperato: in L’ombra dl corvo interpreta praticamente un ruolo simile a quello della serie Netflix Eric, solo senza l’aspetto della dipendenza. L’attore inglese è bravissimo, ma il film rimane superficiale e confuso. Dylan Southern cerca di vivisezionare il lutto mostrandolo da più prospettive e creando metafore attraverso personaggi di finzione; le piume di cui si parla nel titolo appartengono, per esempio, a un enorme corvo. Tuttavia, un tema così umano e caldo può davvero essere analizzato in modo così distaccato?
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Dylan Southern tenta una ricerca stilistica, con scene vorticose di combattimento e sequenze al parco immerse nella neve, che conferiscono un certo fascino visivo all’opera. Tuttavia, non riesce a costruire un’estetica precisa, perché sperimenta più soluzioni senza operare una scelta definita. Anche se è interessante come l’opera affronti il lutto dal punto di vista di bambini così piccoli, un argomento complesso, sfaccettato e poco trattato nel cinema. Vengono in mente Il mio piccolo genio, il lutto superato attraverso la fantasia in Il labirinto del fauno e, a tratti, Paradiso amaro. Il padre artista diventa pretesto per parlare dell’uso dell’arte come terapia, come possibilità di espressione e guarigione dal lutto.
Oltre a Cumberbatch, rimane la buona prova attoriale dei giovani attori Richard Boxall e Henry Boxall, oltre a una colonna sonora particolarmente rilevante, curata dal cantante degli Arcade Fire, Richard Reed Parry. Non a caso Dylan Southern proviene dal mondo del videoclip. Ma ciò non basta a salvare un film che, nell’insieme, resta debole.
Titolo originale: The Thing with Feathers
Regia: Dylan Southern
Interpreti: Benedict Cumberbatch, Richard Boxall, Henry Boxall, David Thewlis, Nandi Bhebhe, Jessie Cave, Sam Spruell, Leo Bill, Vinette Robinson, Tim Plester, Lesley Molony, Claire Cartwright, Garry Cooper
Distribuzione: Adler Entertainment
Durata: 98′
Origine: UK, 2025






















