Love Sarah, di Eliza Schroeder

Love Sarah parla di cucina, in particolare di dolci, impastando dramma, romanticismo e commedia. Il risultato è una commedia agrodolce, film di apertura di Sguardi Altrove 2020, disponibile online

Love Sarah apre la 27°edizione di Sguardi Altrove Film Festival, che quest’anno si svolge online, attraverso la piattaforma Mymovies.  Il primo film di Eliza Schroeder parla di cucina, in particolare di dolci, impastando dramma, romanticismo e commedia con rimandi a quel tipo di cinema di cui fanno parte anche titoli come Waitress, Chef o Amore, cucina e curry. La regista realizza un’opera indipendente partendo dall’esperienza personale. Il risultato è una commedia agrodolce che racconta una storia attuale, di tre donne e della loro sfida.

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Dopo la morte di Sarah – interpretata in un cameo da Candice Brown, la vincitrice di The Great British Bake Off VII – sua figlia Clarissa, la nonna Mimi e Isabella si riuniscono per aprire una pasticceria artigianale a Notting Hill. Sarà il loro simbolo di rinascita e l’avverarsi del sogno che Sarah non ha potuto realizzare. Poi c’è il confronto di tre generazioni diverse. Clarissa, la più giovane è la vera forza motrice del progetto. Non ha paura dell’inesperienza, pure nella sua confusione è determinata a voler ottenere ciò che vuole. Mimi (Celia Imrie) invece è un’anziana signora, che rimugina troppo sul passato, rimpiangendo i tempi in cui era una bella trapezista di successo. Infine Isabella, che era la migliore amica di Sarah è anche lei una cuoca, però non si è mai sentita all’altezza. Così tutte e tre si ritrovano ad iniziare insieme una vita nuova, a riscoprirsi costruendo tutto da capo. Ma oltre a questo devono pure trovare qualcosa che renda speciale la loro pasticceria, in un quartiere dove già ce ne sono troppe.

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RIFF AWARDS 2020

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Al contrario di Chocolat, che è ambientato in un paese di provincia popolato da gente conservatrice, qui siamo in una città grande e multiculturale. Londra resta una delle città più globalizzate del pianeta, ecco perché qui le persone apprezzano sempre ciò che le fa sentire vicine a casa. Può capitare di provare una forte sensazione di familiarità semplicemente attraverso l’olfatto, mentre si parla con qualcuno o riassaggiando una fetta della propria torta preferita. Così la diversità diventa l’ingrediente segreto della pasticceria, dove Isabella impara a cucinare dolci tradizionali da tutto il mondo. Il negozio lo chiamano Love Sarah, in sua memoria e diventa a sua volta una nuova “casa”, un posto dove tutte e tre possono riunirsi, ideare, creare. Un nido sicuro, dove l’amore per la cucina funge da conforto pure per i passanti e per i clienti abituali. Il film insomma parla di cambiamento, inclusione e della famiglia, che non per forza dev’essere determinata da legami di sangue. Anche se c’è sempre un’aura drammatica, la storia semplice e non pretenziosa è in grado di regalare allo spettatore momenti di sollievo e di tranquillità attraverso le luci tenui della pasticceria e i colori vivaci dei dolci.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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