Lucca Comics & Games 2016: tornare alle radici

La risposta non era scontata: nell’anno della doverosa celebrazione e dell’ulteriore apertura alle più varie forme espressive dell’immaginario contemporaneo, Lucca Comics & Games ha scelto di ripartire dalle sue radici, ponendo il fumetto al centro di tutto, azzerando così ogni polemica sulla falsa centralità di un mezzo che genera sempre più tutto il resto (pensiamo al cinema dei supereroi, ai concerti delle sigle, ai videogame) e vuole per questo recuperare la propria centralità.

Nella grandiosità della cornice che ha visto ancora una volta sfoderare numeri da record, con 271.000 biglietti venduti e oltre 500.000 visitatori, la fiera di Lucca ha infatti impresso una direzione chiara, ribadendo come ogni passo sia imprescindibilmente legato all’elemento da cui tutto è partito e che oggi, in barba alla crisi, sembra non solo più vitale che mai, ma anche capace di irrigare ogni campo dell’intrattenimento. Il ricchissimo parterre di autori ha infatti dilagato in ogni attività della fiera, dagli incontri negli stand e nei teatri, alle splendide mostre espositive, fino alle proiezioni cinematografiche. L’idea della narrazione per immagini, legata all’espressione disegnata, sembra volerci dire Lucca, è la più potente cartina di tornasole per comprendere le dinamiche che guidano passioni e arte, in una sorta di interregno dove il passato e il presente dialogano fittamente e offrono svariate soluzioni.

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luccacomics2016choÈ stato così possibile riempire il teatro del Giglio con l’incontro tra Milo Manara e Frank Miller, che hanno parlato della comune passione per Hugo Pratt, dei trascorsi con Fellini, dell’espressione artistica che parte dal corpo e dall’immagine della città, trasmettendo davvero l’idea di una trasversalità di stimoli e stili che abbracci ogni possibilità artistica. Allo stesso modo la dinamica più “commerciale” delle lunghe code per incontrare gli autori preferiti di lunga data ha trovato un ideale contraltare nel gustoso Caffè degli artisti che ha permesso l’incontro con le personalità emergenti, dove era possibile osservare i disegni nel loro farsi, al pari di quanto accadeva nei vari showcase sparsi per la città, con gli artisti che creavano davanti alla platea. L’idea del disegno come forma in grado di riassumere creatività e spettacolo si è ritrovata anche nelle mostre, dove la bellezza diafana delle donne di Kazuo Kamimura dialogava con la pienezza dei corpi femminili di Frank Cho e con il divertito smembramento delle sequenze satiriche e politicamente scorrette di Joan Cornellà. Il bello del muoversi lungo i percorsi lucchesi sta in fondo proprio nel continuo gioco di rimandi che si innesta fra le sue componenti e che riflette l’immagine di una città-set dove le attività commerciali si addobbano per l’evento e creano ulteriori cortocircuiti d’immaginario fra “sacro” e “profano”.

Che sia una dinamica non casuale, non generata cioè dalla semplice giustapposizione tra elementi diversi, tipica dei grandi eventi, lo si è visto in alcune scelte strategiche: la collocazione nel centralissimo padiglione Napoleone delle scuole di fumetto come la “Scuola internazionale dei comics” di Roma o la pugliese “Grafite”; la razionalizzazione dei percorsi che ha concentrato gli spazi dedicati agli incontri, alle mostre e alle conferenze ancora alla zona centrale, definendo delle aree tematiche molto precise; l’importanza storica e artistica delle location che hanno accolto i vari eventi, in grado di legittimare il valore degli autori e delle opere di volta in volta presentate, dai teatri alle navate delle chiese che arricchiscono il centro storico lucchese; e, infine, nella giovinezza dimostrata dai veterani come il citato Manara o il grandissimo Bruno Bozzetto, che nel raccontare la propria carriera, hanno dimostrato un entusiasmo e una vitalità contagiosa, in grado di attrarre un pubblico di conoscitori e neofiti.

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luccacomics2016cinemaIl cinema, dal canto suo, si è allineato giustamente alla tendenza: l’umorismo incorrect è quello che fa grande anche il Sausage Party di Seth Rogen e compagni, mentre l’essenzialità narrativa de La tartaruga rossa sembra guardare proprio al recupero dell’espressività primaria del disegno, a scapito dei dialoghi, del tutto assenti. A voler cercare anche qui un punto che riassuma tutti gli altri, bisogna però cercarlo nella mostra Il cinema a pennello, che ha portato a Lucca una parziale esposizione del materiale presente nell’omonimo Museo Cinema a Pennello creato da Paolo Marinozzi a Montecosaro, in provincia di Macerata. Lì, il collezionista marchigiano ha raccolto numerosi bozzetti originali dei manifesti realizzati dai grandi Maestri della cartellonistica tricolore negli anni d’oro del cinema “dipinto”: ancora una volta il disegno diventa quindi l’interprete principale delle pulsioni artistico-commerciali del tempo passato e presente, sintetizzando storie e trasmettendo l’emozione della narrazione in immagini di grande potenza espressiva e mitica. Sandro Symeoni, Enzo Sciotti, Enzo Nistri, Angelo Cesselon, Rodolfo Gasparri, Guido Brignone e Silvano “Nano” Campeggi (presente a Lucca e ancora attivo all’indomita età di 93 anni) hanno illustrato nei decenni passati i più illustri capolavori del cinema, da Via col vento, a Ben-Hur, a Bellissima, tutti celebrati e raccolti con entusiasmo e passione da Marinozzi in questa mostra che ha rappresentato un punto di vista privilegiato su una forma espressiva colpevolmente dimenticata dalle produzioni più recenti. Nello spazio espositivo è stato possibile osservare i bozzetti originali, contarne le pennellate, confrontare le varie fasi della lavorazione (dal bozzetto, alle prove su carta, ai foto-collage, fino ai manifesti finiti). Ed è stato possibile anche trovare i punti di contatto con il fumetto, nel manifesto de La voce della luna disegnato da Milo Manara o nelle locandine dei lungometraggi disneyani. La sintesi perfetta di un percorso lucchese che ha guardato in ogni ambito alle radici delle sue passioni.

2 commenti

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    Grazie mille, articolo puntuale e ricco di spunti anche per chi, come me, ha potuto vivere poco nella prima partecipazione da visitatrice e recentissima scopritrice del mondo dei manga (e con bimbe al seguito che hanno monopolizzato il tempo a disposizione).

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    Grazie mille,
    articolo puntuale e ricco di spunti anche per chi come me, da recentissima scopritrice del mondo dei manga, ero alla mia prima partecipazione da visitatrice (e ho impiegato quasi tutto il mio tempo fagocitata dalle figlie al seguito). Da questa lettura riesco a cogliere gli aspetti che avrei voluto scoprire e vivermi, grazie ancora!!!