L'Unic replica al commissario Ue Androulla Vassiliou

che rileva una “scarsità di scelta” degli esercenti europei

Androulla Vassiliou, Commissario europeo per l’istruzione, la cultura il multilinguismo e la gioventùAndroulla Vassiliou, Commissario europeo per l’istruzione, la cultura il multilinguismo e la gioventù, invia un comunicato agli esercenti cinematografici europei dal quale traspare – successivamente ad uno studio – che mentre il pubblico manifesta un grande interesse per i film in generale, la più vicina sala cinematografica si trova spesso a una certa distanza e la scelta dei film proiettati è spesso piuttosto limitata. Conclude così che, per aumentare i propri introiti, l’industria cinematografica europea potrebbe sfruttare diversi tipi di piattaforme online per accrescere la disponibilità di film e raggiungere un pubblico più vasto.

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L’UNIC, l’unione che rappresenta gli esercenti cinematografici europei, replica, con una lettera aperta, in primis ponendo la tematica dell'inadeguatezza dei metodi utilizzati per formulare lo studio: “La categoria dell’esercizio cinematografico si rammarica per la metodologia e l’analisi sottostanti lo studio sul comportamento del pubblico. In particolare, pur apprezzando il suo entusiastico sostegno al cinema europeo, ci rammarichiamo per le dichiarazioni del suo ufficio, che sembrano trascurare le realtà della creazione, distribuzione e diffusione delle opere cinematografiche in Europa. L'Unic aggiunge che evidenziando la 'scarisità di scelta' il commissario: sceglie di ignorare il rilevante impegno dei settori della produzione e dell’esercizio cinematografico per migliorare e diversificare l’offerta di cinema a beneficio di tutti gli Europei. Oggi è possibile vedere più film che mai nei cinema, così come sulle nuove piattaforme legali on line, grazie alla tecnologia digitale”. Inoltre “non distinguendo tra visione legale e illegale dei film, le dichiarazioni riportate e lo studio minimizzano l’impatto disastroso che l’offerta illegale ha sulla diversità e sulla competitività del cinema europeo”. Emerge forte una presa di posizione dell'Unic anche nei confronti della distribuzione legale on demand: "gli esercenti, contribuiscono in maniera significativa al finanziamento dei film stessi.

 

Al contrario, gli operatori VOD (video on demand) – inclusi coloro che ricevono contributi dalla Commissione Europea per distribuire film “day and date” – contribuiscono poco alla creazione e finora non sono riusciti a pubblicare alcuna prova significativa di una domanda tale da giustificare i cambiamenti irrealistici che lo studio sembra suggerire” e ancora "affermare che il pubblico guarda sempre di più film su apparecchi elettronici in quanto “il cinema più vicino è spesso distante” è scorretto e non riflette le risultanze dello studio: solo il 14% degli intervistati ha affermato di non avere accesso a cinema situati a meno di 30 minuti di percorrenza dalla propria abitazione”.

La lettera aperta si conclude con l'intenzione di voler collaborare con il commissario per mantenere la domanda del pubblico europeo nei cinema: “Riteniamo – conclude la lettera – che il modo migliore per creare una maggiore domanda e attenzione intorno alle produzioni europee di richiamo sia di mostrarle nei cinema…" (m.t.s)

 

 

 

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