Lupin (parte 1), di George Kay

Lupin è la nuova serie con protagonista Omar Sy, ispirata al celebre ladro gentiluomo. Netflix ha rilasciato la prima parte della prima stagione, in 5 puntate

Arsène Lupin vede la luce nel 1907, nella raccolta di racconti Arsène Lupin gentleman cambrioleur.

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Il suo creatore, Maurice Leblanc, gli dedicherà buona parte dell’intera sua produzione (per la precisione 17 romanzi, 39 racconti e 5 opere per il teatro) e altri, dopo la sua morte, si cimenteranno in opere apocrife sul suo personaggio. La fortuna di Lupin prosegue, ovviamente, anche in ambito televisivo (poco in quello cinematografico, purtroppo) prima con la fortunata serie tv con protagonista George Descrieres (andata in onda dal 1971 al 1974) e poi con la celeberrima e pressoché immortale creatura anime del giapponese Monkey Punch: Lupin III, diretto discendente del ladro francese, che negli anni ne ha addirittura superato la fama.

Sulla scia di tutto questo, a cimentarsi con Lupin è questa volta George Kay, e lo fa in modo sicuramente interessante: il protagonista, Assan Diop (interpretato da Omar Sy), è un persona comune nella cui vita, in concomitanza con la tragedia che fa da fil-rouge alle vicende della serie, sono entrati i libri di Leblanc. Nessuna parentela quindi, nessuna reinvenzione, Lupin resta un personaggio letterario capace di tuttavia di diventare una fonte di ispirazione, un mentore virtuale per un ragazzino segnato da una profonda ingiustizia. Il ladro gentiluomo ne segnerà la strada, gli obiettivi e le abilità, facendone l’uomo che vediamo protagonista.

Omar Sy giganteggia nel ruolo, forte di un carisma invidiabile ma anche di una simpatia canagliesca grazie alla quale il carisma non mette soggezione nello spettatore; è lui quindi il vero valore di una serie che purtroppo tradisce presto le sue premesse. Nel suo indugiare troppo e troppo in fretta sulla storia personale del protagonista, sulla sua ricerca di una quasi impossibile vendetta/giustizia su chi in passato ha tramato contro la sua famiglia e distrutto i suoi affetti, Lupin va decisamente fuori fuoco, perdendo progressivamente di vista le possibilità (ghiotte) offerte dalle abilità straordinarie del suo protagonista. In parole povere, è un emulo di Lupin che ben poche volte in queste prime cinque puntate vediamo commettere furti.

A tutto questo purtroppo di deve aggiungere qualche vuoto narrativo, che forse non pregiudica la qualità generale della serie, ma fa decisamente storcere il naso: perché, per esempio, dei poliziotti dovrebbero considerare assurda l’idea che un ladro molto abile si ispiri ai libri su Arsenio Lupin? E quelle tempistiche che non tornano assolutamente nella scena cliffhanger alla fine del quinto episodio?

Come è stato sottolineato da più parti, guardando la serie (soprattutto per la fotografia e le musiche) si ha la sensazione che questo prodotto volesse essere una sorta di Sherlock alla francese, in grado di dare nuova vita ad uno dei personaggi più famosi della letteratura di consumo d’Oltralpe. Il tentativo è solo parzialmente riuscito ma nell’attesa della seconda parte della prima stagione, che si spera sia decisamente più ispirata, si può dire che Lupin è comunque una serie estremamente godibile.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4 (1 voto)
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