Magnifiche sorti, di Nicolò Bassetti

Opera prima dell’autore di Sacro GRA, il paesaggista Nicolò Bassetti. Viaggio nel bordo esistente tra Expo 2015 e le realtà intorno ad esso. Proiezione alla Triennale di Milano lunedì 5 febbraio

Nell’ambito della interessante iniziativa “Cinema Nascosto” ideata da Antonella Dedini e Silvia Robertazzi, curatrici del Milano Design Film Festival, il documentario di Nicolò Bassetti Magnifiche sorti è stato presentato all’interno del carcere di Bollate, sede di parte delle riprese girate per il film, e vera realtà nascosta agli occhi di un mondo che sempre più tende a lasciare simili entità ai bordi, appunto, di sé stesso.

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Come dichiara l’incipit del film “l’astronave Expo atterra nella periferia nord ovest di Milano”, e da subito si crea un vivo contrasto tra il dentro e il fuori, l’astronave e lo spazio intorno, uno spazio però denso, in cui c’è aria e vita. Bassetti, noto paesaggista, è autore del libro da cui è tratto Sacro GRA, e questa è la sua prima regia. Il suo documentario deriva molto dal lavoro fatto lì con Gianfranco Rosi, e si incentra, come quello, sul confine tra la città e i suoi limiti. Anche qui i limiti qui sono letteralmente geografici, non c’è un’autostrada delimitante ma dei linee su mappe. Linee che segnano zone di una conurbazione che non si chiama più Milano, ma Bollate o Baranzate o Rho o altro. Linee teoriche che non si sposano con la realtà dei fatti, cioè viadotti autostradali, reti di metallo, lunghi capannoni, la presenza vivifica dei canali.

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L’idea è forte, ma Bassetti pur partendo come descrizione di Expo 2015 si rende conto in corsa di essere anche vicino a realtà troppo interessanti per non descriverle. La presenza del carcere di fianco al sito di Expo è la più lancinante ma non è l’unica, ci sono anche le prostitute e i baracchini. Poi lo stile fin troppo asciutto fa sì che la metafora dell’astronave pervada in qualche modo il resto dell’opera. Si segue con interesse le vicende di Katia la detenuta o Marzia l’educatrice che studia la prostituzione di quelle strade, ma non si riesce bene a sentire sulla nostra pelle tali vicende: anche questa possibile distanza comunicativa potrebbe essere una chiave voluta per farci capire meglio chi siamo come persone, che comodi vediamo il film.

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Manca forse la fluidità che in Sacro GRA permetteva più facilmente di seguire le varie storie. Bassetti è attento a misurare bene ogni angolo di ripresa, tutte inquadrature fisse tranne pochissime, facendo, e chiedendoci di fare, un intenso lavoro mentale per immaginare i mondi che la camera inquadra. Ma si sente una certa distanza che pensiamo sia data dalla paura di una prima opera.

Comunque è importante che un occhio di paesaggista attento come lui si sia soffermato sulle dinamiche della periferia milanese, che offre sempre molti spunti al di fuori dell’occasione Expo. Forse Expo è una metafora della Milano che ha attorno le sue periferie ma fatica a dialogarci. Si capisce quindi lo sguardo di chi dal tetto di un palazzo attiguo ad Expo guarda da lontano tale messa in scena.

La Triennale di Milano proietta Magnifiche Sorti lunedì 5 febbraio alle 19.30.
Il film poi girerà per molti musei italiani attenti al rapporto con lo spazio.

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