"Mai Stati Uniti", di Carlo Vanzina

mai stati unitiAncora on the road gli Stati Uniti dei fratelli Vanzina. Ma il viaggio stavolta appare molto più stanco soprattutto rispetto a Vacanze in America ma anche Sognando la California. Non c'è più la scoperta, ma un riattraversamento sui luoghi delle scatenate commedie di Todd Phillips, dove però qui le stordenti luci di Las Vegas di Una notte da leoni vanno a intermittenza mentre l'urna non fa avvertire la presenza nascosta come in Parto col folle. In questo gioco di citazioni dirette c'è sempre l'autentica passione dei Vanzina verso rimandi espliciti, anche se a volte un po' tirate, come la partita a carte di Salemme col ragazzino che sembrano rifare il verso a Vittorio De Sica in L'oro di Napoli. Ma il percorso isolato e corale, riuscito in Buona giornata, in Mai Stati Uniti da l'idea di essere più zoppicante, con situazioni sketch nel prologo aperti e chiusi sullo schema di quei film con moltissimi episodi, tipo I mostri di Dino Risi evidenti nel colloquio di lavoro di Carmen o nella scena al bioparco di Michele che già non hanno forza autonoma singolarmente ma che poi si smagnetizzano ulteriormente nel momento in cyui i personaggi si trovano tutti assieme.

ricky memphis e andrea pittorino in Mai Stati UnitiAntonio (Vincenzo Salemme) è un cameriere rovinato dalla passione per il gioco, Angela (Ambra Angiolini) una segretaria vittima di attacchi di panico, Nino (Ricky Memphis) un ex meccanico divorziato e costretto a fare il burattinaio senza far divertire i bambini, Carmen (Anna Foglietta) una precaria con la passione dello shopping e Michele (Giovanni Vernia) un ingenuo cresciuto in uno zoo. Cos'hanno in comune dei personaggi così diversi? Un notaio un giorno li convoca e gli comunica che sono fratelli. Riceveranno una ricca eredità ma devono portare le ceneri del padre di cui ignoravano l'esistenza in un lago dell'Arizona.

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Qui in Mai Stati Uniti non si sente la 'tradizione dei padri' (quello che i Vanzina sono oggi) nei confronti della commedia italiana d'oggi, oltre i residui del 'cinepanettone'. Ma soprattutto i passaggi da un set all'altro, tra spazi diversi – uno dei maggiori elementi di seduzione del loro cinema che assumeva contorni avveniristici nei due A spasso nel tempo – qui risultano invece stranamente statici. Sembra il paesaggio che scorre verso i personagg e non loro che vanno incontro a questo.

Forse invece sono i brevi squarci polizieschi (dal recupero dell'urna con Mattioli feroce boss all'auto rubata), le vere devianze imprevedibili. Ma i dialoghi troppo spesso cadono nella facile rima senza diventare frasi da imparare a memoria come in Vacanze di Natale ("Dovevamo fare una notte da leoni, avemo fatto una notte da cojoni") e il rapporto di Memphis col figlio ricicla senza fantasia quello invece intenso dell'episodio di Enzo Salvi col figlio in Un'estate al mare ispirato a Il giovedì di Dino Risi.

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Certo, è anche un problema di cast. Se quello femminile con Ambra Angiolini e Anna Foglietta si difende digitosamente è quello maschile ad avere il fiato corto. Non tanto Memphis ma soprattutto Vincenzo Salemme e Giovanni Vernia; le ripetute imitazioni di Robert De Niro del comico genovese di Zelig sono della cadute grossolane che a non meritarle per primo è proprio il cinema dei Vanzina.

 

Regia: Carlo Vanzina

Interpreti: Vincenzo Salemme, Ricky Memphis, Anna Foglietta, Ambra Angiolini, Giovanni Vernia

Origine: Italia 2012

Distribuzione: 01 Distribuition

Durata: 90'