Maleficent – Signora del Male. Incontro con Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer

In uscita il 17 ottobre, Maleficent – Signora del Male è l’evento di preapertura di Alice nella Città, sezione collaterale alla prossima Festa del Cinema di Romain anteprima europea. Nel sequel del fortunato primo episodio Maleficentin cui Joachim Rønning succede a Robert Stromberg alla regia, una cresciuta Aurora/Elle Fanning si ritrova a fare i conti con i genitori del promesso sposo Filippo (Harris Dickinson), i sovrani del regno di Ulstead. Se il padre, il Re Giovanni (Robert Lindsay), sembra favorevole a quest’unione, la Regina Ingrith (Michelle Pfeiffer) mira invece a separare la giovane dalla Brughiera e soprattutto dalla “madrina” Malefica (Angelina Jolie). Presenti all’anteprima romana proprio le due attrici protagoniste, che abbiamo incontrato questa mattina.

Maleficent – Signora del Male è il secondo capitolo di un franchise che rappresenta senz’altro uno dei progetti più interessanti tra i live action Disney di quest’ultima generazione, visto che è tra i pochi che si discosta di molto dal film d’animazione originale e, soprattutto, possiede il coraggio di rovesciare completamente la figura di Malefica, la storica villain.  “Credo abbiano fatto delle scelte coraggiose, – conferma infatti Angelina Jolie  come vedere Maleficent, la cattiva, da un altro punto di vista“. L’attrice si dice lieta di essere tornata a vestire i panni della strega, innanzitutto perché “è molto divertente se devo essere onesta. Vestirsi come una fata gigante cattiva è molto liberatorio“. Un entusiasmo condiviso dalla collega Michelle Pfeiffer che la affianca, la quale afferma di aver amato il primo film e di essersi sentita elettrizzata” dopo aver letto la sceneggiatura, il personaggio di Ingrith, oltre che “dal poter lavorare con Angelina ed Elle“. “Quello che mi piace di questo film – aggiunge l’attrice – è che le favole parlano dei tempi in cui viviamo. Maleficent tratta tanti argomenti complicati in maniera fiabesca, credo che questo sia il segreto anche della fortuna del primo film. Mai visto altro prodotto del genere“. E sempre a proposito del coraggioso approfondimento psicologico del “male”:”È interessante anche trovare l’umanità nei cattivi. Per questo i bambini apprezzano il film, perché gli viene detto di essere buoni, ma non sanno che significa. Mi piace che si affronti la complessità degli esseri umani“.

Il primo scontro tra Maleficent e Ingrith decisamente complesso si gioca sul piano della maternità. Per Michelle Pfeiffer il sentimento materno del suo personaggio è infatti verso il regno, più che verso suo figlio: “lei è veramente la madre del suo regno, si sente così. Prende molto seriamente questo suo ruolo. Ha giurato di proteggere il suo regno e gli abitanti del suo regno. A volte quando sei un leader devi fare dei sacrifici per il bene più grande“. Naturalmente quello di Maleficent, d’altro canto, è invece tutto riservato ad Aurora. Come rivela Angelina Jolie, la strega nutre dei caratteri molto simili alla sua interprete: “Malefica pensava di non poter mai essere madre. Questo era lo stesso per me, non credevo di poter diventare una buona madre per qualcuno. Malefica si pone un sacco di domande per Aurora, è ciò che più mina la sua sicurezza, ma l’essere madre è anche ciò che le ha salvato la vita e le dà equilibrio“. Malefica d’altronde è la madre adottiva di Aurora, proprio come la Jolie per i suoi tre figli Charlie, Zahara e Pax: io credo che la famiglia non dipenda solo dal sangue. E sono così fortunata di poter avere la famiglia, i figli che ho, e ho tanto imparato tanto loro“. Due madri sono al centro della pellicola e, con Aurora, tre esempi di donne forti attorno a cui ruota la pellicola. Ma per Angelina Jolie questo film non è esclusivamente femminista, anzi, anche gli uomini giocano un ruolo chiave: “La protagonista Aurora vuole creare una famiglia con Filippo, credo sia anche importante far vedere la nostra forza con gli uomini che scegliamo come partner. La stessa Aurora, rivela sempre l’attrice, è stata scritta per mostrare “altri modelli di donna forte, come può esserlo una madre a casa” e infatti, rivela:”c’è stata effettivamente una scelta nello sviluppo, se Aurora doveva combattere, come una specie di Giovanna d’Arco. Ma la forza di Aurora è la sua dolcezza ed è ora che anche una donna così sia rappresentata forte allo stesso modo“. Ed è proprio questa diversità per la Jolie la vera “forza” del film: “le donne sono complesse e ci sono tutte donne forti in questo film, tutte e tre diverse“.

La diversità è d’altronde l’altro tema fortemente centrale di questo secondo episodio, che vede scontrarsi due popoli, quello magico e mitologico della Brughiera governata da Aurora e quello umano, di Filippo e dell’intero regno di Ulstead. Tutto il film, come conferma Angelina Jolie, è un invito all’inclusione, cosa che a lei, la quale s’impegna continuamente con le Nazioni Unite in aiuto dei rifugiati, interessa particolarmente: “Credo che sia molto importante per chiunque si sia mai sentito diverso, tutti l’abbiamo vissuto in qualche modo. Maleficent viene cacciata, perché diversa e io mi arrabbio molto di fronte a questo“. Anche Michelle Pfeiffer concorda con la collega, facendo riferimento all’estrema attualità della questione: “la nuova generazione è connessa come non mai, eppure si vede questo risorgimento dell’odio e molte persone hanno successo politicamente concentrandosi su queste diversità, e la cosa dà molto fastidio. Ma non potranno mai vincere, perché il mondo è pieno di diversità“. E proprio verso le nuove generazioni l’attrice mostra una grande speranza mista ad ammirevole fiducia: “la parte più intollerante del mondo c’è sempre stata, forse oggi hanno solo più spazio. Ma noi sappiamo che la diversità va accettata. Le generazioni più giovani sono più tolleranti di noi“.

Oltre che verso il diverso, le nuove generazioni si stanno in fondo dimostrando sensibili anche nei confronti dell’ambiente, altro cruciale dualismo presente nella pellicola, che vede Aurora e Maleficent difensori della Brughiera e della natura opporsi ad Ingrith, simbolo invece del progresso. Sulla questione interviene Angelina Jolie, che la considera assolutamente correlata al tema della tolleranza: “l’ambiente fa parte di un unico quadro. La gente è intollerante per l’ambiente perché non rispetta un altro popolo, è egoista verso un altro territorio, è avida e ci vede solo opportunità di guadagno. Nel personaggio di Michelle vediamo anche il nuovo. Visitando Roma [lei e Michelle Pfeiffer, NDR], abbiamo visto tanta crescita, tanto cambiamento, ed è una cosa che ispira, che dà forza. Poi però vediamo cosa ci ha portato questo, con l’avidità che prende il sopravvento. La crescita ci vuole, ma dev’essere responsabile“.

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