Mamma o Papa?. Incontro con Paola Cortellesi, Antonio Albanese e Riccardo Milani

Tratto dalla fortunata commedia francese Papa ou Maman, Mamma o Papà di Riccardo Milani è stato presentato alla stampa alla presenza del regista e dei protagonisti Antonio Albanese e Paola Cortellesi. Il film esce in 500 copie il 14 febbraio. Il regista ci presenta subito il suo lavoro e gli obiettivi che si è posto. Mamma o Papà? è la storia di due persone ricche e felici, realizzate nel lavoro e come una famiglia serena. Vogliono affrontare il loro divorzio nel modo più civile possibile. La scelta sbagliata di uno dei due sbilancia il loro rapporto che esplode nella lotta per il non affidamento dei loro figli. Sono contento di questo film perchè ci ha dato l’opportunità di raccontare la Famiglia, un santuario della nostra società, da un punto di vista inedito, senza ipocrisie. L’istituzione famigliare è ben diversa dall’immagine culturale che ci siamo imposti. Ad esempio, spesso i figli più che un collante creano divisioni, i membri della famiglia annullano le proprie individualità, si rimane insieme per istinto e senso di colpa. Da spettatore amo i film che toccano temi importanti e fanno riflettere, quindi volevamo portare il pubblico a riflettere su queste dinamiche.”

L’uscita cinematografica nel giorno di San Valentino obbliga a chiedersi se Mamma o Papà? sia davvero una commedia sentimentale:”Il film è soprattutto una grande storia d’amore tra due persone che si sono rese conto di non avere più quella scintilla tra loro. Capita che i rapporti si consumano, schiacciati dalla routine famigliare. L’idea di uscire sotto San Valentino nasce dunque dalla voglia di mostrare una love-story da un altro punto di vista, sfruttando l’idea di cavalcare una controtendenza.Dello stesso parere è Antonio Albanese:Anche io sono d’accordo che questa sia una grande storia d’amore. Io amo i film che raccontano questi rapporti tumultuosi e passionali. Alle volte capita alle persone, anche dopo anni, di ripensare a vecchi partner e dire: probabilmente è stato quello l’amore della mia vita. Io mi commuovo di fronte a storie del genere. Non a caso penso che La signora della porta accanto di Truffaut sia un capolavoro.”

mamma o papàL’attore, poi, ci tiene a rivendicare la forza degli aspetti comicamente più crudeli della pellicola: “Si, il film è crudele. L’ambientazione trevigiana rimanda velatamente a Signore e Signori ma quella era una satira acida sulla borghesia del nord-est, mentre il nostro è il racconto esasperato di una famiglia dove i genitori diventano una sorta di carnefici. Per mio gusto più si spingeva sul cinismo, più mi divertivo. Nel film abbiamo fatto delle scene atroci, come quella del tristissimo strip club, che sono esilaranti. Certo, la comicità dipende anche dai propri trascorsi e dal proprio vissuto, ma io amo l’idea di una commedia libera dove è possibile fare e dire di tutto. La comicità alla fine è energia.Paola Cortellesi, anche co-sceneggiatrice del film, torna sugli aspetti più programmatici della commedia: “Il nostro obiettivo era togliere tutte le ipocrisie e parlare di una famiglia dove si supera un punto di non ritorno. Il mio personaggio e quello di Antonio fanno cose orribili ai propri figli, oltre il limite del legale, ma è una risposta folle al desiderio di spazi, al bisogno di riacquistare un’individualità. Il lavoro che abbiamo fatto sulla sceneggiatura è stato proprio quello di concentrarsi su questo tema. E’ stato difficile perchè partivamo da un film francese di grandissimo successo e adattare la loro comicità alla nostra è stato il problema più grande. Alla fine, credo che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo.

Infine, Milani racconta il suo entusiasmo nell’essere riuscito, finalmente, a mettere insieme questa inedita e riuscita coppia comica:“Paola e Antonio, pur essendo attori diversi, partono da un percorso molto attoriale molto simile. Nascono in teatro e in televisione hanno dimostrato di essere unici nel lavoro sul corpo, nel creare dal nulla personaggi assurdi. Li ho sempre visti perfetti insieme e sono contento di essere stato io ad unirli su un set.”