MANGA/ANIME – Tokyo Magnitude 8.0

Tokyo Magnitude Blu ray italianoPassato e presente del Giappone convivono nella serie catastrofica che segna il ritorno alle forme del melodramma popolare post-bellico: la storia di due giovani sopravvissuti al terremoto è il racconto di una rinascita che passa per una dolorosa ma necessaria opera di distruzione dell'esistente

Tokyo Magnitude Blu ray italianoC'è un'evidente ciclicità che affiora dalla visione di Tokyo Magnitude 8.0, serie in 11 puntate realizzata dal 2009 dallo Studio Bones, in coproduzione con Kinema Citrus, per la regia di Masaki Tachibana (noto soprattutto per il suo lavoro nei vari spin-off di Ghost in the Shell). E' quella capacità di descrivere un sentire comune che tiene insieme passato e presente e che per questo ha anche assicurato alla serie un pubblico trasversale, fatto tanto di giovani spettatori, quanto di appassionati più maturi, avvinti dal piacere della narrazione e dalla calibrata gestione delle emozioni.

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La vicenda vede protagonista Mirai, una giovane studentessa afflitta da apatia e da un perenne senso di oppressione rispetto a una realtà che lei considera aliena e che vorrebbe fosse letteralmente cancellata: il suo desiderio si avvera nella maniera più tragica il giorno in cui si trova dall'altra parte di Tokyo per accompagnare l'entusiasta fratellino Yuki a una fiera sulla robotica. In quel momento, infatti, la capitale giapponese viene squassata da un devastante terremoto. I due fratelli, riuniti nel momento del pericolo, trovano un'alleata in Mari, una donna pure separata dalla madre e dalla figlioletta, che li aiuta ad affrontare i pericoli del caso. Da quel momento, seguiamo il ritorno a casa dei tre protagonisti, secondo una formula del viaggio della speranza, che negli stessi anni interessa gli ambiti narrativi più disparati (pensiamo anche a Highschool of the Dead) e che diventa, per Mirai, l'occasione di confronto con le proprie paure più nascoste e il senso di appartenenza a un mondo che ormai non esiste più.

 

Il carattere umbratile e la fragilità interiore di Mirai trovano così un banco di prova, accentuato dal confronto con l'ottimismo innato del giovanissimo fratello Yuki: la spontaneità del bambino infatti, accentua suo malgrado il disagio della sorella e la sua incapacità di relazionarsi con il prossimo. La narrazione, attenta proprio a misurare la progressione interiore della ragazza attraverso una fitta rete di corrispondenze con chi le sta accanto e con chi incrocia il suo cammino, vedrà non a caso Mirai affrancarsi sempre più dagli altri per acquisire un'intraprendenza che infine le permetterà di raggiungere la necessaria maturazione. Si avrà in tal modo un transito da una figura defilata e che affida la propria esistenza a surrogati tecnologici (come l'inseparabile telefono cellulare), a una più profonda e destinata a vivere la sfera emozionale e umana in modo più pieno, e anche doloroso.Tokyo Magnitude Mirai Yuki e Mari

 

La figura di Mirai riflette perciò la visione pessimista del Giappone contemporaneo, già fiaccato dalla crisi economica e demoralizzato circa le prospettive a venire – il nome stesso della ragazza, non a caso, significa “futuro”. Di fronte a una tale rinuncia alla vita, la storia non può fare altro che mettere in scena la dolorosa attuazione di una rinascita, che passa per una necessaria distruzione dell'esistente. Il confronto fra Mirai e la metropoli distrutta, infatti, si riflette in quello fra un Giappone del futuro e quello del passato. Qui la serie gioca la sua carta più raffinata, rivelandosi un'autentica riproposizione di stilemi che fanno capo al cinema nipponico precedente al boom economico degli anni Sessanta, con i classici lungometraggi post-bellici, basati sul racconto della nazione in ricostruzione dopo i disastri portati dalla Guerra.

 

Si viene in tal modo a recuperare una forma di melodramma popolare, fatto di microstorie tragiche e arricchite da una profonda empatia verso gli sforzi dei sopravvissuti, che finisce per permeare la messinscena stessa della realtà: quello che infatti si palesa è un Giappone moderno ma con un sapore antico, dove gli elementi tecnologici sono ridotti al minimo o confinati nella sfera del meraviglioso, come accade con i modernissimi robot da soccorso che Yuki guarda affascinato, quasi fossero dei prodigi di un altro tempo. La componente catastrofica e il realismo nella rappresentazione della tragedia e delle operazioni di soccorso, è garantito dall'iconica distruzione di luoghi simbolici (come la celebre Torre di Tokyo), ma per il resto gli scorci osservati dalla vicenda descrivono un Giappone più “piccolo” e fatto di elementi (corsi d'acqua, alberi, pietre), dove sia possibile ricominciare a misurare i rapporti sociali sulla lunghezza d'onda garantita dall'umanità delle singole persone.

 

 

Tokyo Magnitude Yuki e i robot da soccorso

Lo stile visivo, pertanto, è orientato a una chiarezza espositiva che si ritrova tanto nel ritmo lento e attento a esprimere le sfumature del caso, quanto in un disegno semplice nella caratterizzazione dei personaggi e delicato nella morbidezza e nella brillantezza dei colori, in grado perciò di assorbire anche gli inevitabili cali qualitativi dovuti alla stringente serialità. Per contro, gli inserti in CGI sono utilizzati principalmente per raffigurare le macchine o gli attrezzi tecnologici, quasi a sottolineare quella distanza dalla dimensione umana, che però non è mai mera dicotomia, ma piuttosto compenetrazione di elementi diversi, sebbene inseriti in uno stesso contesto. La narrazione, infatti, non cede a facili lusinghe passatiste, rimarca la stratificazione di un paese che ha da sempre un rapporto duale con la tecnologia, attuando una scelta di campo non traumatica, ma più orientata all'elemento emotivo e umano, destinato a trovare la massima espressione nell'intensa parte finale (dove pure prevale una nota di speranza per il nuovo futuro di Mirai nella metropoli in ricostruzione).

 

Col senno di poi, Tokyo Magnitude 8.0 si fa manifesto poetico di un decennio iscritto fra la già citata crisi economica degli anni Novanta e i tragici eventi del reale terremoto del Tohoku avvenuto nel 2011. Un rapporto di compenetrazione fra passato, presente e futuro che rimarca la sensibilità e la capacità di stare nel reale dimostrata dagli autori nel realizzare il loro affresco.

 

Trasmessa in Italia da Rai 4 e distribuita in Blu-Ray Disc e DVD da Yamato Video, Tokyo Magnitude 8.0 è interamente visibile anche in streaming legale e gratuito sul canale YouTube di Yamato Animation.

 

TRAILER ITALIANO

 

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