"Manuale d'amore 2 – Capitoli successivi" di Giovanni Veronesi

Veronesi e De Laurentiis provano a rinnovare il successo di "Manuale d'amore". Ma compiono un errore fatale. Se nel primo film il contesto era lasciato fuori campo, qui si introduce una riflessione sull'attualità, che non può evitare la banalità e il conformismo. Rimangono gli attori a salvare il salvabile

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Dopo il successo di Manuale d'amore, Aurelio De Laurentiis e Giovanni Veronesi ci riprovano. Stessa ricetta, stessa struttura: quattro episodi, stavolta tenuti insieme in maniera molto esile da una trasmissione radiofonica condotta da DJ Fulvio (Claudio Bisio). Se però nel film precedente si ragionava sui momenti canonici della fenomenologia amorosa, l'innamoramento, la crisi, il tradimento e l'abbandono, qui si cerca di andare oltre. Nonostante i titoli dei vari episodi si riferiscano ad altri momenti "tipici", l'eros, la maternità, il matrimonio, l'amore estremo, s'introduce, nei fatti, un discorso sull'attualità: i temi della fecondazione assistita e dei ritardi della legislazione italiana in materia, delle nozze gay e dei Pacs. E', forse, il tentativo di rinverdire i fasti della commedia all'italiana, attraverso una riflessione sul presente. Ma la scelta risulta fatale. Perché, se in Manuale d'amore il "contesto" era lasciato rigorosamente fuori campo e, seppur senza profondità abissali, si riuscivano a centrare i nuclei emotivi della vita amorosa, qui tutto si riduce ad una banalizzazione desolante. I presunti intenti progressisti si risolvono in una lode sperticata alla Spagna e alle scelte "avanguardistiche" del governo Zapatero, per poi essere definitivamente annullati in una conformistica difesa del "valore" della famiglia, tanto potente da assorbire qualsiasi deviazione dalla "normalità". Ed è proprio nel finale, quando Ernesto/Carlo Verdone, dopo aver vissuto la sua storia di passione e sesso con la giovane spagnola Cecilia, sceglie la comodità del ménage familiare, che si afferma senza ripensamenti un'ideologia tutto sommato conservatrice. Veronesi mostra ancora una volta di non riuscire ad andare oltre l'ovvio, con una regia pulita, ma piatta, asservita a logiche pubblicitarie. Riesce qua e là a cogliere qualche momento di emotività sincera, ma il merito è soprattutto degli attori. La coppia (bellissima, è vero) Bellucci-Scamarcio fa il suo onesto lavoro, sebbene di erotico ci sia ben poco. Fabio Volo e Barbora Bobulova se la cavano con eleganza nel segmento in cui le cadute di stile sono più evidenti. Verdone fa venir fuori il suo consolidato mestiere, ma in definitiva convince di meno rispetto al film precedente. Rimangono ancora una volta Albanese e Rubini, due gigioni che danno prova di fisicità e talento puri: davvero due alieni, due E.T. Non è un caso se il loro episodio, nonostante sbandamenti patetici, sia il più coraggioso del film.     

Regia: Giovanni Veronesi


Interpreti: Carlo Verdone, Antonio Albanese, Sergio Rubini, Monica Bellucci, Riccardo Scamarcio, Fabio Volo, Barbora Bobulova, Claudio Bisio, Elsa Pataki


Distribuzione: Filmauro

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Durata: 120'


Origine: Italia, 2006

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