Marina, di Stijn Coninx

Rocco è poco più che un bambino quando con la sua famiglia lascia la sua terra per raggiungerne un’altra, che dalla prospettiva degli abitanti di un piccolo paese meridionale può sembrare una sorta di america ricca di grandi opportunità e strade pressochè spianate: il Belgio. Qui ben presto il piccolo Rocco scopre quanto la realtà possa essere distante dai propri sogni. Se ne accorge attraverso uno scontro piuttosto doloroso con quella sorta di confine invisibile che percepisce pesare su di sé e il nutrito numero di connazionali che si trovano lì per lavorare come la sua famiglia, nonchè quel senso di colpa e gratitudine che prova nei confronti del padre instancabile lavoratore in miniera che spera per suo figlio un futuro più lieve rispetto al presente che gli sembra di avergli inflitto.

Ecco che col passare degli anni e la scoperta spontanea di quella che durante la sua infanzia sarebbe parsa una semplice –e innocua- inclinazione per la musica il muro fra l’ambizione e la concretezza di un presente fatto di stenti pare farsi più sottile. Cominciano così ben presto le serate nei locali, gli applausi e le ovazioni di una terra che finalente sembra riconoscere il valore di quel ragazzo dall’inconfondibile voce di velluto e il grande talento nel suonare la fisarmonica, fino all’ascesa, nel giro di qualche anno, al successo dei grandi palchi internazionali con il suo singolo più famoso, Marina, appunto. E sarà una consacrazione guadagnata attraverso il sacrificio – a cominciare da quello per potersi guadanagnare i soldi necessari all’acquisto di uno strumento adeguato -, la dedizione e forse proprio quella caparbia testardaggine che spingono colui che diventerà uno dei più amati artisti della musica leggera di tutti i tempi, a tentare a ogni costo di dimostrare il proprio valore a un padre fortemente scettico nei confronti del lavoro di musicista, fino a persuaderlo di amare veramente più di ogni altra cosa il proprio obiettivo. Precisamente in linea con quel consiglio paterno che si rivelerà per Rocco Granata, uno dei più preziosi mai ricevuti. Nel raccontare la storia vera di Granata Stijn Coninx (già candidato all'Oscar con Padre daens) affronta temi semplici ma universali, parlandoci di come un’ambizione sappia sciogliere le catene più resistenti: quelle del pregiudizio. Non solo quello razziale –e razzista- ma anche quelle catene, forse maggiormente insidiose, che hanno la loro origine all’interno delle mura di casa.

Titolo originale: id.
Regia: Stijn Coninx
Interpreti: Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro, Matteo Simoni, Evelien Bosmans, Chris Van Den Durpel, Warre Borgmans, Cristian Campagna
Origine: Italia/Belgio, 2013
Distribuzione: Movimento Film
Durata: 110'