"Martone farà arrabbiare i piemontesi"

Parola di Michele Riondino, interprete di Noi credevamo

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"Noi credevamo, il film di Mario Martone, racconta trent’anni fondamentali per la storia d’Italia. Parla di tradimenti, congiure e dell’amor di patria. Non sarà noioso, c’è molta azione tra bombe e sparatorie. Si vocifera che andrà al Festival di Cannes”. Lo racconta Michele Riondino ai ragazzi dell’Istituto Professionale Federico Cesi di Roma, nell'incontro “Aspettando il Festival”, organizzato dalla Fondazione Cinema per Roma e Alice nella città. “Io interpreto un soldato che diserta l’esercito sabaudo per unirsi ai garibaldini – prosegue Riondino, rispondendo alle domande del critico Alessandra De Luca, che ha moderato l’incontro – Il Risorgimento noi non lo conosciamo, anche perché è un periodo di una complessità tale che è difficile comprenderlo, però è importante lo si faccia soprattutto ora che compiamo 150 anni. Quello di Mario sarà un film accessibile ed oltre al cinema sarà visto anche in tv. Martone ha cercato di raccontare la storia d’Italia, quando Mazzini era considerato un terrorista che cospirava contro i piemontesi. Non so se questo film farà arrabbiare qualcuno. Forse si arrabbieranno i piemontesi". (f.m.)

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