Masterclass con Abel Ferrara

Dopo Mario Martone, continuano le masterclass di Sentieri Selvaggi. Venerdì 30 ottobre è la volta di Abel Ferrara.

Autore di culto per il pubblico, i cinefili, la stampa e i festival negli anni ’90, aperti proprio ad inizio decennio dal dolente gangster movie King of New York, Ferrara, nato nel 1951 nel Bronx da padre italiano e madre irlandese,  da oltre un decennio andava approntando un cinema malato e personalissimo, quasi costantemente insieme al sodale sceneggiatore Nicholas St.John, ex-componente di una band di cui Abel era il cantante, e amico del regista sin dall’età di quindici anni.

Dalla fine degli anni ’70 Ferrara ha girato di tutto: super8 amatoriali, pornografia, episodi di serie tv commissionati nientemeno che da Michael Mann, e soprattutto The Driller Killer(1979), L’angelo della vendetta (1981) e China Girl (1987), i primi tre tasselli di un percorso mostruoso di autoespiazione in pubblico, autobiografia falsificata dall’inferno in forma sgraziata, straziante, urlata e sanguigna, mappa ancora in progress della notte di New York attraverso le strade degli ultimi e dei perduti.

Si inizia a riconoscere un cinema che lambisce il rituale purificatore della confessione religiosa, e che Ferrara e St.John andranno caratterizzando lungo una manciata di grandi film sino a Fratelli – The Funeral (1996), veglia intorno al mistero sacro dell’assoluzione attraverso lo schermo, che segna l’ultima collaborazione tra i due.

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LE BORSE DI STUDIO PER CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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Dal 1997 con Blackout, che rifrullava completamente un immaginario sedimentato verso la nuova schizofrenia protodigitale, e dal New Rose Hotel dell’anno dopo, Ferrara mette un punto a capo e innalza il nuovo edificio di un cinema ora ridotto a brandelli, a lampi e sprazzi di una visione oramai del tutto mutante e senza controllo.

I film potentissimi e scandalosamente intimi del nuovo millennio come Mary (2005), 4.44 L’ultimo giorno sulla Terra (2011), Welcome to New York (2014) conservano quell’inquietudine e quello sguardo viscerale, mai riconciliato, con il quale Ferrara si aggira da sempre per la nostra fine dei tempi.

Sradicato dalle sue vie e diventato portatore di un’oscenità apolide sempre meno istituzionalizzata e catalogabile, Ferrara raccoglie oggi gli appunti sconnessi di un mondo in cui alla via crucis dei corpi automartoriati e imploranti del suo cinema si è sostituita una ricognizione tra i fantasmi incastrati nelle macerie dei luoghi, siano essi il Chelsea Hotel del documentario del 2008, la Napoli ritratta l’anno successivo, la Little Italy di Mulberry St.(2010).

E’ per questo che l’ultimo Pasolini si staglia come titolo di assoluta centralità in quest’ottica, raddoppio sulle teorie dell’intellettuale italiano che ne mette in pratica l’intraducibilità per tentativi ostinati, fino a capire che l’unico senso possibile è appunto nella dissoluzione.

Rivisitati tenendo a mente il Ferrara dei giorni nostri, i titoli monumentali dell’epoca St.John ardono di scintille inedite, e mostrano sottotraccia le vene pulsanti di una coerenza che si propaga vitalissima lungo tutta una carriera non ancora fortunatamente del tutto riappacificata e assimilata per davvero.

A moderare la masterclass di Abel Ferrara saranno Simone Emiliani e Sergio Sozzo, rispettivamente direttore e caporedattore di www.sentieriselvaggi.it

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A seguire, un film scelto dal nostro ospite

VENERDI 30 OTTOBRE ORE 18.00
VIA CARLO BOTTA 19 ROMA

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APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

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INGRESSO LIBERO su prenotazione fino a esaurimento posti

Posti esauriti dal 28 ottobre