Mathieu Amalric presenta il suo Zorn 2010-2017

Questa sera l’attore e regista Mathieu Amalric presenterà nella sala conferenze della Philharmonie parigina il progetto Zorn 2010-2017. Un focus sul compositore e polistrumentista newyorkese John Zorn, uno dei massimi esponenti dell’avanguardia jazz della Grande Mela; un personaggio che ha spaziato fra i generi più disparati fondendoli in mélange la cui definizione segue una categorizzazione del tutto originale, e personalizzata.

Questo non è un film…(…) non vi aspettate nulla“. Amalric non è estraneo alla regia tanto da aver già confezionato sei lungometraggi fra cui Tournée e La Chambre bleue (su QUESTO numero di Sentieri Selvaggi Magazine la nostra lunga chiacchierata con Mathieu, focalizzata soprattutto sulla sua esperienza di autore).
A quanto pare la lavorazione di quest’ultimo non è stata delle più semplici a causa dell’antipatia di Zorn verso la macchina da presa.
Sette anni di stralci e morsi rubati all’attività di un artista instancabile e dalla versatilità ai limiti del sovrumano. “Tutto ciò perché all’inizio un’emittente desiderava un ritratto di John e lui mi ha chiesto se me ne volessi occupare io. Abbiamo iniziato ma senza fretta; ci eravamo dimenticati di avere una scadenza e la cosa è continuata, assolutamente senza motivo. Senza parlarne. Ciò significa senza commenti, domande, interviste, pedagogia. Piuttosto un rispetto assoluto per un mistero, un segreto, un patto, un’amicizia. Ecco qui…Dei frammenti. Attimi suoi in cui io sono di passaggio, e in cui Zorn era all’interno della sua musica. Concerti, prove, missaggi audio, la presenza allo Stone [il club fondato da Zorn ad Alphabet City], equilibrio, ascolto dalle quinte (…) E non finiremo mai questo film, continueremo fino a non so quando…E perché no, in altri sette anni, altre variazioni, altri ritmi in un film senza fine, e spero di una tenerezza infinita”.