Memory, di Martin Campbell

Remake del belga De Zaak Alzheimer, un action che pur accumulando diversi stereotipi del genere, riesce in qualche punto a sovvertirli. Parziale riscatto per Campbell aiutato dalla bravura di Neeson

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Che cosa è successo al regista di La maschera di Zorro e Casino Royale? A guardare le ultime sue fatiche (The Foreigner e The Protégé) sembrano esaurite sia le idee di messa in scena che le originalità della sceneggiatura. Memory, che è un remake del film belga De Zaak Alzheimer diretto da Erik Van Looy dall’omonimo romanzo poliziesco di Jef Geeraerts, sembra andare leggermente in controtendenza grazie alla bravura di Liam Neeson sempre più credibile quando assume il ruolo di vendicatore anche se con qualche problema nella memoria a breve termine.

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Alex Lewis (Liam Neeson) è un sicario malato di Alzheimer che si rifiuta di uccidere una tredicenne e inizia una vendetta contro tutti quelli che lo vogliono far fuori. A capo di questa piramide c’è la potente imprenditrice immobiliare Davana (Monica Bellucci) e il figlio depravato Randy (Josh Taylor) che ha un debole per le minorenni. Un agente dell’FBI Vincent Serra (Guy Pearce) intuisce le intenzioni bellicose di Alex e cerca di trovare un modo legale per inchiodare i colpevoli.

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Per chi ha visto la saga di Taken e Sicario probabilmente non troverà nulla di nuovo nella sceneggiatura di Dario Scardapane, anzi assaporerà un frullato di luoghi comuni: il killer all’ultima missione che si scrive nomi e indirizzi sul braccio per non dimenticare (citazione di Memento, con Guy Pearce a benedire), il poliziotto a libro paga del potente di turno, il rapporto malato genitori figli, la prostituzione minorile al confine tra USA e Messico, l’incapacità trasversale delle forze dell’ordine messicane e texane a proteggere qualsiasi testimone o bersaglio, l’agente dell’FBI integerrimo e i clamorosi buchi del sistema legislativo che suggeriscono la vendetta reazionaria. Ma nonostante la prevedibilità di trama e comportamenti, la messa in scena di Campbell risulta avvincente nella prima parte con una velocità di esecuzione che rivela un senso del ritmo sorprendente. Due, tre colpi secchi ben assestati e spariscono protagonisti e comprimari senza andare troppo per il sottile. L’umanità di Alex traspare al di là della escalation di violenza sia nel rapporto con il fratello malato (la moneta lasciata nella mano chiusa) che nell’incrocio di sguardi con la tredicenne traviata dal padre. Gli intermezzi romantici durano lo spazio di un drink alla 007, poi si torna alle pallottole dritte in fronte. Tra i personaggi di contorno una menzione speciale va a Harold Torres che regala la faccia giusta al poliziotto Hugo Marquez così vicino all’ Harry Callaghan di Clint Eastwood. Il confronto tra Alex e Vincent si svolge in un silenzioso rispetto e la vecchia casa piena di piccioni è il simbolo di un passato troppo pesante da sopportare.

Memory è un film d’azione, che pur accumulando diversi stereotipi del genere riesce in qualche punto a sovvertirli sorprendendo lo spettatore. I volti sofferenti e stravolti di Liam Neeson e Guy Pearce sono il riflesso di un invecchiamento precoce accelerato dalle ingiustizie di una società corrotta. Il finale, diverso dalla versione belga, rovina un po’ tutto suggerendo una risposta sbagliata a un quesito legittimo: la giustizia non è altro che una pubblica merce?

 

Titolo originale: id.
Regia: Martin Campbell
Interpreti: Liam Neeson, Guy Pearce, Monica Bellucci, Ray Stevenson, Taj Atwal, Ray Fearon, Harold Torres, Mia Sanchez, Josh Taylor
Distribuzione: BIM
Durata: 114′
Origine: USA, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.8
Sending
Il voto dei lettori
3.5 (16 voti)
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