Mercoledì

Una serie che guarda molto all’immaginario contemporaneo ma che non tradisce mai la matrice gotica e la arricchisce con omaggi al cinema classico e alla letteratura tardo romantica. Netflix.

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“Il bambino che nasce di mercoledì è pieno di tristezza”. Filastrocca Inglese

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La tristezza durerà, ma fino a un certo punto. Ovvero come riprendere la saga della famiglia Addams concentrandosi su un personaggio che si adatta perfettamente alla poetica della diversità burtoniana. Edward mani di forbice si trasforma in una adolescente cinica e disillusa che trova l’umanità repellente. Tim Burton parte dal proprio background tematico (Frankenweenie, Miss Peregrine) ma propone una serie che guarda molto all’immaginario contemporaneo, con chiare influenze dalla saga di Harry Potter e dalla fantascienza di Stranger Things. È un’operazione che non tradisce mai la matrice gotica e la arricchisce con omaggi al cinema classico (Carrie di Brian De Palma) e alla letteratura tardo romantica (Edgar Allan Poe, Mary Shelley).

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In questa operazione di rielaborazione di un mito collettivo (i fumetti di Charlie Addams che hanno dato vita a una fortunata serie televisiva e a numerose saghe cinematografiche), Burton è aiutato dalla perfetta aderenza al ruolo di Jenna Ortega (Scream), occhioni indagatori dell’incubo e lingua a doppia lama. L’interazione di Mercoledì con i propri familiari e con il cosiddetto mondo dei “normali” è tra i punti di forza attrattivi dell’operazione di Tim Burton e di Alfred Gough e Miles Millar (i creatori della serie).

Le colpe dei padri ricadono sui figli e un passato di lutti e persecuzioni proietta la sua ombra sugli avvenimenti del presente. L’odio verso il diverso ha radici antiche e si ripropone in corsi e ricorsi storici a partire dal XVII secolo con la figura terribile del fondatore di Jericho, Joseph Crackstone (William Houston). Quando Mercoledì entrerà nella scuola Nevermore imparerà a sue spese cosa significa lottare per la sopravvivenza. Attorno a lei ruotano personaggi che catturano subito l’attenzione dello spettatore: la mutaforme preside Larissa Weems (Gwendoline Christie), l’amica dal cuore licantropo Enid (Emma Myers), la insegnante occhialuta Thornill (Christina Ricci), la psicoterapeuta ambivalente dr Kinbott (Riki Lindhome), la acerrima nemica Bianca Barclay (Joy Sunday) e infine i due spasimanti di Mercoledi, il pittore Xavier (Percy Hynes White) e il timido Tyler (Hunter Doohan). Ma il più riuscito è il personaggio di Eugene Otinger (Moosa Mostafa), il bambino allevatore di api che vive in eremitaggio ma che sarà determinante nella risoluzione dell’enigma. Altro valore aggiunto è La Mano (Thing) che, nonostante cicatrici e torture, guida i passi di Mercoledì attraverso il mimo e l’ironia.

Tim Burton costruisce un’esile detective story (chi sarà mai il mostro assassino?) per tenere insieme gli otto episodi della serie ma la forza del suo immaginario sostiene gli inevitabili cali di tensione nel finale. Ci sono momenti irresistibili: l’incipit con Mercoledì che lancia nella piscina i piranha sulle note di Je ne regret rien di Edith Piaf, il ballo sincopato sulle note di Goo Goo Muck dei The Cramps , le versione al violoncello di Paint It Black dei Rolling Stones e di Nothing Else Matters dei Metallica, la scena del Rave(n) che ribalta il modello DePalmiano di Carrie, l’attentato alla statua del fondatore razzista sulle note dell’Inverno di Vivaldi, la sfida tra le squadre della Nevermore con gli equipaggi sabotati dalle sirene. Un intero episodio è dedicato a Zio Fester (Fred Armisen) mentre rimangono un po’ defilati per esigenze di sceneggiatura Morticia (Catherine Zeta Jones) e Gomez (Luis Guzmán). La colonna sonora di Danny Elfman, i costumi di Colin Atwood e la fotografia dark di David Lanzenberg e Stephan Pehrsson accentuano il tono gotico dell’opera che negli episodi finali si arricchisce di un notevole utilizzo di effetti speciali mai strabordanti.

Creata da Alfred Gough e Miles Millar e diretta nei primi quattro episodi da Tim Burton, Mercoledì è una serie che riesce a fare coesistere elementi soprannaturali con una classica detective story, stigmatizzando intolleranze e razzismi con ironia. Il bullismo del mondo scolastico rischia di trasformarsi in violenza verso le minoranze: Mercoledì ribalta questo paradigma e fa della diversità un valore aggiunto di fronte a una società iper-competitiva e classista. A Mercoledì basta una parola sarcastica per smontare pregiudizi e luoghi comuni. Paint it black!

 

Titolo originale: Wednesday
Creata da: Alfred Gough, Miles Millar
Regia: Tim Burton (4 episodi), James Marshall (2 episodi), Gandja Monteiro (2 episodi)
Interpreti: Jenna Ortega, Gwendoline Christie, Riki Lindhome, Jamie McShane, Hunter Doohan, Emma Myers, Joy Sunday, Georgie Farmer, Naomi J. Ogawa, Luis Guzmán, Christina Ricci, William Houston, Percy Hynes White, Joanna Dias-Watson, Oliver Watson, Victor Dorobantu,  Moosa Mostafa, Catherine Zeta Jones
Distribuzione: Netflix
Durata: da 45′ a 50′ a episodio
Origine: USA, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4
Sending
Il voto dei lettori
3.39 (49 voti)
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