"Mi presenti i tuoi?", di Jay Roach

Film segnato da una rara crudeltà verbale, un autentico gioiello di eversione comica dove generi e simboli del cinema hollywoodiano sembrano dilatarsi fino ad esplodere fragorosamente dove tutto diviene gioiosamente volgare, assolutamente "sconveniente" mentre il set rilegge ed esaspera molte delle gags già viste nel primo episodio

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BANDO BORSE DI STUDIO IN CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING

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Esagerato, esasperato, quasi "sbracato": Mi presenti i tuoi?, sequel del fortunatissimo Ti presento i miei sempre diretto da Jay Roach, è un film segnato da una rara crudeltà verbale; un autentico gioiello di eversione comica dove generi e simboli del cinema hollywoodiano sembrano dilatarsi fino ad esplodere fragorosamente. Ecco perché appare davvero riduttivo considerare questa commedia solo un riuscitissimo divertissement, un gioco farsesco che fila via ad un ritmo folle, soprattutto nella prima parte, spiazzando lo spettatore a colpi di sceneggiatura ed improvvise acrobazie attoriali. Non vi sono dubbi che il film di Roach colga nel segno divertendo ed ammaliando; ma crediamo che questo perfetto dispositivo comico nasconda ben altre potenzialità annidate fra una smorfia di Bob De Niro ed una fragorosa risata di Dustin Hoffman.

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Due, in particolare, i meccanismi e le ruote che oliano questo perfetto dispositivo filmico: l'esplosione del linguaggio e la ridefinizione dei corpi attoriali. Lontano da ogni autocensura, da ogni buonismo in stile politically correct, Mi presenti i tuoi? produce continui cortocircuiti verbali, interferenze lessicali che non hanno paura di nominare e materializzare l'indicibile. Così capita di discutere di prepuzi, rapporti sessuali adolescenziali o di pratiche sessuali della terza età senza metafore o allusioni; magari mostrando sproporzionati falli di legno (altri Goldmembers creati dal cinema di Roach?) o manuali per aumentare l'orgasmo. Tutto diviene gioiosamente volgare, assolutamente "sconveniente" mentre il set rilegge ed esaspera molte delle gags già viste nel primo episodio (dalle microcamere piazzate ovunque alle peripezie dello "sfigatto" di De Niro…). Fin qui potremmo tranquillamente inscrivere questo film nel filone di quella comicità tutta fisica e demenziale che trova in Ben Stiller un simbolo ed un'icona. Ma Mi presenti i tuoi?, soprattutto con la messa in scena della travolgente coppia Hoffman/Streisand, sembra andare oltre innestando queste pratiche discorsive sui corpi di star hollywoodiane, quasi a voler ridisegnare i confini semantici di alcuni stereotipi "fisici" del cinema classico americano. Così, i genitori Dustin Hoffman e Barbra Streisand – assolutamente fantastica nelle vesti di una disinibita insegnante di sesso – sembrano ripetere una delle tante coppie felici del cinema americano (del ri-matrimonio?) in chiave sboccata producendo un effetto ancora più esplosivo e imbarazzante. Anzi: sembra che il cinema libertario ed intimista dell'America contro anni' 70, perfettamente metabolizzato dai corpi di Hoffman e della Streisand,  riemerga nuovamente attraverso l'irriverenza di pratiche discorsive che Hollywood aveva da tempo bandito. Ed è proprio questo effetto di spiazzamento, che "doppia" ed amplifica il semplice e scontato riverbero comico, a trasmettere una strana inquietudine che scorre sottile e potente fra queste inquadrature. Una sensazione che non viene meno neanche nella seconda parte quando, fra un siero della verità di troppo ed una cerimonia nuziale annunciata, il film di Roach imbocca via decisamente più solari e rassicuranti.

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Titolo originale: Meet the Fockers


Regia: Jay Roach


Interpreti: Ben Stiller, Robert De Niro, Dustin Hoffman, Barbra Streisand, Teri Polo, Blythe Dinner


Distribuzione: Uip


Durata: 115'


Origine: Usa, 2004

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