Micheal B. Jordan vince agli Actor Awards. Cosa cambia nella corsa agli Oscar?
Il trionfo dell’attore alla cerimonia del sindacato degli attori potrebbe sbaragliare le carte in tavolo a 10 giorni dai premi dell’Academy. E intanto tra la stampa si parla di un sorpasso su Chalamet
Le ultime settimane prima della notte degli Oscar, al tempo dei bookmakers e dei pronostici digitali, assomigliano tanto agli andamenti di una campagna elettorale che è pura strategia fatta di sali e scendi, slogan o proclami ma soprattutto dell’arte fine di persuadere. E volendo tracciare qualche proiezione – per restare nel gergo politico – a 10 giorni dalla cerimonia, la premiazione degli Actor Awards 2026 (l’ex SAG Awards, poi unitosi con l’AFTRA) dello scorso 1º marzo potrebbe aver svelato nuovi possibili scenari.
“Se credete che i discorsi dei premi siano delle audizioni per gli Oscar, allora Michael B. Jordan ha ottenuto la parte” ha scritto infatti Katey Rich su The Anker, dopo la vittoria dell’attore californiano alla premiazione del sindacato degli attori, che lo ha visto primeggiare sui colleghi dapprima favoriti, DiCaprio e Chalamet. Ora, al netto del riconoscimento vinto contro i favori del pronostico, non è solo la vittoria di Jordan a rischiare di sbaragliare le carte in tavola in vista degli Oscar, ma anche il suo discorso dopo aver ricevuto il premio.
Visibilmente emozionato, dopo i ringraziamenti di rito Jordan ha usato parole particolarmente lusinghevoli verso l’attuale sindacato degli attori, il SAG-AFTRA. “Ricordo che dovevo ottenere dei vouchers per diventare uno dei membri del SAG, e questo dipendeva da quante battute avessi e un episodio o uno show determinava su un attore potesse diventare membro o meno. Gli attori che ammiravo facevano parte della comunità del SAG-AFTRA e pensavo ‘voglio diventare così un giorno’. Quando sono diventato membro ero un ragazzino e vedevo gli altri attori andare a ritirare premi in questi palcoscenici nei loro eleganti completi. Questo è ciò che ho sempre desiderato, e quel ragazzo che viene da Newark in New Jersey ora è qui”.
Queste le parole di Micheal B. Jordan prima di cedere alla commozione e ringraziare le persone care e tutti quelli che hanno creduto in lui, tra cui il suo regista Ryan Coogler “per non aver avuto paura, per aver creato uno spazio sicuro per noi attori per trovare la verità”.
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La vittoria di Jordan per il doppio ruolo dei gemelli Smoke e Stack ne I peccatori potrebbe essere uno snodo cruciale, se non stravolgente in vista degli Oscar. Oggi, giovedì 5 marzo, scatta la deadline per L’Academy per votare i vincitori, che sono tra gli ultimi premi di categoria a venire consegnati prima che le votazioni finiscano. E non è proprio un mistero ormai la comunione di intenti in cui hanno viaggiato spesso la cerimonia per la statuetta e gli Actor Awards: negli ultimi cinque anni, infatti, ben tre volte l’attore protagonista premiato ai SAG ha vinto poi anche la statuetta (nel 2022 Will Smith, nel 2023 Brendan Fraser e Cillian Murphy nel 2024).
Una sinergia di vedute che può essere spiegata, almeno in parte, dalle 4 categorie rappresentate agli Oscar (miglior attore e miglior attrice protagonisti e non) e dalla conseguente presenza massiccia degli attori tra i membri dell’Academy: per entrarvi basta aver ottenuto almeno una candidatura.
La corsa alla statuetta del 2026 si preannuncia intrigante quanto imprevedibile, con Timothée Chalamet forte del suo delirante Marty Mauser, Leonardo DiCaprio che cerca il bis a 10 anni da Revenant e Micheal B. Jordan che dopo un grande film vampiresco sta conquista i favori del sindacato a suon di discorsi sul sogno hollywoodiano.





















