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Mike, di Giuseppe Bonito

Segue un percorso biopic secondo gli standard televisivi senza cedimenti né picchi, ma spegne anche ogni emozione o tensione nei momenti topici della vita di Mike Bongiorno, RoFF19. Special Screenings

Mike Bongiorno entra negli studi televisivi. È il 1971, è all’apice della popolarità e sta per partire una nuova puntata di “Rischiatutto”. Poi deve affrontare un’intervista, “Mike a cuore aperto” con il giornalista televisivo Sebastiano Sampieri, interpretato da Paolo Pierobon, che è l’unico personaggio di fantasia della miniserie. Da qui ripercorre alcuni dei momenti più importanti della sua vita e il primo ricordo risale al 1929 con il crollo della borsa di New York che è all’origine della separazione dei genitori. Poi Mike attraversa altre tappe come l’infanzia a Torino dove diversi anni dopo inizia a muovere i primi passi come giornalista sportivo, l’arrivo della guerra e l’attività come staffetta partigiana, la prigionia, la sua liberazione non verso l’Italia ma in direzione New York dove ritrova il padre mentre non ha più notizie della madre.

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Tratto dall’autobiografia La versione di Mike di Mike Bongiorno con Nicolò Bongiorno edito da Mondadori, si fa inizialmente molta fatica a entrare nella versione fiction ma non per demeriti della miniserie ma proprio per il fatto che lo scarto tra l’immagine di Mike Bongiorno e il make-up su Claudio Gioè ed Elia Nuzzolo (che lo interpreta da giovane) è evidente, proprio per la grande popolarità del celebre presentatore. Mike segue un percorso biopic secondo gli standard televisivi (andrà in onda in prima serata su Rai 1 domani sera e martedì), senza cedimenti né picchi, mantenendo quella medietà per arrivare al cuore dello spettatore. Giuseppe Bonito, che precedentemente aveva completato Figli di Mattia Torre e ha adattato per il cinema L’arminauta dal romanzo di Donatella di Pietrantonio, nella ricostruzione s’incanala però in un grigiore persistente che spegne l’intensità sentimentale degli incontri con la futura moglie Daniela Zuccoli, interpretata da Valentina Romani, evidente nella scena in cui scavalca le transenne per incontrarlo durante il Giro Mike a San Martino Valle Caudina, la tensione quando è stato catturato dai tedeschi e anche l’ipnosi davanti al primo televisore a casa del padre, proprio l’oggetto che gli avrebbe cambiato la vita. In più c’è il rapporto con la voce, riprodotta abbastanza fedelmente da Claudio Gioè. Però quella era la stessa inconfondibile voce che parlava da giovane in radio agli italiani da New York, quella che è entrata nelle case di milioni di italiani. Poteva essere la protagonista prima del volto e della storia, invece resta uno dei tanti elementi ordinati della messinscena. La grande occasione gliel’aveva data l’intervista. Non poteva essere un altro duello alla Frost/Nixon, però era la possibilità di quella spinta in più, di una confessione quasi terapeutica che invece ha preferito restare nelle zone di una rassicurante superficie.

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Regia: Giuseppe Bonito
Interpreti: Claudio Gioè, Paolo Pierobon, Valentina Romani, Elia Nuzzolo, Massimo De Lorenzo, Tomas Arana, Clotilde Sabatino, Sandra Ceccarelli, Augusto Fornari, Federica Torchetti, Gualtiero Burzi
Distribuzione: Rai
Durata: 200′
Origine: Italia, 2024

 

La valutazione della serie di Sentieri Selvaggi
2.3
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Il voto dei lettori
3.33 (9 voti)

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