Minimum-Maximum. Un live del 2005 dei Kraftwerk per ricordare Florian Schneider

Ricordiamo il musicista, padre e sperimentatore della musica elettronica, che ci ha lasciato a 73 anni, riguardando il film-concerto Minimum-Maximum realizzato durante il tour del 2003/2004

Il 30 aprile, appena pochi giorni dopo il suo 73° compleanno, il cancro si è portato via Florian Schneider, musicista e polistrumentista tedesco, co-fondatore insieme a Ralf Hütter nel 1970 dei Kraftwerk.
L’ultimo contributo di Schneider per la band risale a Tour de France Soundtracks (2003), album esclusivamente in lingua francese, realizzato per il centenario della nota competizione ciclistica; molte tracce sono state poi eseguite durante il tour mondiale del 2003/2004 Minimum-Maximum, confluito poi nel primo album dal vivo omonimo (2005), candidato nel 2006 ai Grammy Award.

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Nell’esibizione live ripresa per l’omonimo film-concerto, con cui vogliamo ricordare l’artista da poco scomparso, i membri della più recente formazione della band (oltre a Schneider e Hütter, Fritz Hilpert e Henning Schmitz) suonano sul palco, mentre si alternano sullo sfondo video astratti e contenuti elettronici a riprese dal vivo di eventi vari (dalle gare ciclistiche al passaggio dei treni sui binari, dalle inquadrature delle automobili sulle autostrade a materiali d’archivio tratti da filmati).

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I Kraftwerk devono il loro nome, “centrale elettrica”, in riferimento alla zona industriale della Ruhr, loro luogo di nascita.

La band (a cui si aggiunsero Karl Bartos e Wolfgang Flür fino agli anni Ottanta) intendeva sviluppare un sound tipicamente teutonico, unendo la propria madrelingua ai suoni delle grandi città, per opporsi al pop anglosassone che in quegli anni spopolava. Volevano rendere la musica più vicina alle macchine che agli uomini, perciò i membri indossavano gli stessi costumi, a imitazione dei robot. Inoltre combinavano bassi ossessivi, pad sintetizzatori e rhythm machine, facendo della distorsione delle voci sul “vocoder” un elemento distintivo riconoscibile. Hanno conquistato il pubblico e anche altri artisti (da David Bowie ai Daft Punk), influenzando molti generi musicali (quali new wave, synthpop, hip-hop, rock e techno). 

Schneider, che aveva studiato al conservatorio di Düsseldorf, ha partecipato attivamente alla composizione di brani e alla produzione degli album (fino al suo abbandono nel 2008): nei primi suonava principalmente flauto, violino e percussioni, mentre dal 1973, con Ralf & Florian, iniziò a prediligere l’uso prevalente dei sintetizzatori. 

Tra gli anni Settanta e gli anni Novanta il gruppo ha lavorato attivamente alla realizzazione dei più noti successi (e omonimi album): Autobahn (1974), contenente il loro brano principale, un inno alle autostrade tedesche della durata di 22 minuti; Radio-Aktivität (1975), concept album sulla radio e sull’energia nucleare, realizzato solamente con strumenti elettronici; Trans Europa Express (1977), per le celebrazioni della rete ferroviaria internazionale; Die Mensch-Maschine (1978), con il brano Metropolis in omaggio al film omonimo di Fritz Lang. 

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