Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali, di Tim Burton

Benvenuti a Burtonlandia. Una caccia al tesoro nello spazio e nel tempo. Tra la Florida e il Galles, l’oggi e la Seconda guerra mondiale. Con una data precisa: 3 settembre 1943. La fine delle illusioni. Forse anche dell’apparente ‘eterna’ giovinezza del cinema di Tim Burton.

Ci sono i fantasmi, gli angeli e i mostri in Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali. In un territorio incantato dove si nasconde l’orrore della Storia (il nonno polacco perseguitato), in un gioco complesso di superfici che richiama Il labirinto del fauno di Del Toro. Lo sguardo di Burton si perde nella scrittura del romanzo omonimo di Ramson Riggs come se s trovasse in un labirinto. Un luogo oscuro e magico, di fantasmi e nebbie, di cieli blu e grigi dove la fotografia di Bruno Delbonnel (che collabora con Burton da Dark Shadows) sembra essere sospesa tra la componente ludica della saga di Harry Potter e le apparizioni dal Mito e dalla Storia di Faust e Francofonia, i film dove ha lavorato con Sokurov.

miss-peregrine-la-casa-dei-ragazzi-speciali-asa-butterfield-ella-purnellJake, seguendo gli indizi del nonno (interpretato da Terence Stamp) a cui è molto legato, parte con il padre in direzione Cairnholm, in Galles, ritrovandosi in un luogo magico, la Casa dei bambini speciali dove conoscerà i poteri magici dei suoi abitanti. Ma è lui che avrà il potere di proteggerli da chi li vuole distruggere.

L’immaginario di Burton in Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali è debordante, fuori controllo e mostra lo scarto tra il suo impeto visivo e la faticosa scrittura di Jane Goldman, la sceneggiatrice, tra gli altri, di X-Men – l’inizio e di Matthew Vaughn come in StardustKick-Ass e Kingsman – Secret Service. Come se il mondo di Burton fosse soltanto la trasposizione di quello dei fumetti. Senza lasciare spazio a carote giganti,  bambini senza testa o che divorano una coscia di pollo con la sua parte posteriore, con gli insetti in bocca, inquietanti burattini che sembrano rompersi tornando sulla fragilità dark di Frankenweenie, Victor e La sposa cadavere.

miss-peregrine-la-casa-dei-ragazzi-speciali-eva-greenDopo lo straordinario Dark Shadows e l’attraente Big Eyes, certo, si tratta di una tappa interlocutoria del cinema del regista. Non involuta come era capitato, per esempio, per La fabbrica di cioccolato e Sweeney Todd. Ma per molti aspetti Miss Peregrine somiglia molto ad Alice in Wonderland, proprio nel tentativo di appropriarsi di galassie lontane. Riattraversandole e cercando i punti conosciuti. Tra gli alberi artistici di Edward mani di forbice, le case stregate di Beetlejuice e Dark Shadows da dove arriva un’intensa Eva Green. E ricreando le proprie illusioni. Attraverso gli occhi innanzitutto. Quelli assenti, mangiati. Quelli dei vacui. Celesti, innaturali. Troppo strani come quelli troppo grandi di Big Eyes. O quelli di Horace, doppio di Burton, che proietta dichiaratamente i propri sogni.

miss-peregrine-la-casa-dei-ragazzi-speciali-samuel-l-jacksonC’è la giostra. Il set come un enorme luna park. La macchina degli effetti speciali. Come i corpi che volano tenuti per una corda. Molto più elastico di quello celebrativo di Hugo Cabret, dove Burton recupera Asa Butterfiel, lo stesso protagonista del film di Scorsese. In mezzo a teschi e missili. E un telefonino portato dal tempo. Per scattare una foto. Per bloccare quel viaggio nel tempo. Dove Emma, interpretata da Ella Purnell che sembra modellata come una specie di Helena Bonham Carter ringiovanita, è un’altra proiezione di un cinema dei desideri. Stavolta sì, troppo pieno. Come se si fosse fatta indigestione. Ma se vissuto solo attraverso lo sguardo, senza cercare connessioni logico, è forse la deriva più astratta del cinema di Burton.


Titolo originale: Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children

Regia: Tim Burton

Interpreti: Eva Green, Asa Butterfield, Chris O’Dowd, Allison Janney, Rupert Everett, Terence Stamp, Ella Purnell, Judi Dench, Samuel L. Jackson

Distribuzione: Twentieth Century Fox

Durata: 127′

Origine: Usa 2016