Modalità Aereo, di Fausto Brizzi

Modalità Aereo racconta la storia di Diego (Paolo Ruffini) e Ivano (Lillo), il primo ricco, giovane e famoso imprenditore, il secondo inserviente a Fiumicino dal reddito modesto. Dopo un alterco tra i due nel bagno dell’aeroporto, Diego causa il licenziamento di Ivano e dell’amico/collega Sabino (Dino Abbrescia), dimenticandosi però il cellulare prima della partenza per Sydney, accorgendosene solo durante il volo (della durata di 24 ore). Smartphone raccolto dai due inservienti senza più lavoro, che colgono l’occasione per consumare la propria vendetta, usufruendo dei vantaggi del ricco patrimonio di Diego e, al tempo stesso, mandandolo in rovina.
Con riferimento palese a Una Poltrona per due, Brizzi per sua stessa ammissione ha voluto realizzare un “classico di Natale” e Modalità Aereo, pur uscendo in sala “fuori stagione” a febbraio, rispettando in toto la tradizionale eredità facendola incontrare, come anticipato, con quella più recente di Perfetti Sconosciuti. Agli elementi canonici del genere come famiglia e amicizia, ricchezza e povertà, presupposti inverosimili (lo sblocco del cellulare arriva solo con l’aiuto di due amici finanzieri, come la folle scommessa dei fratelli Duke dava il via al film di Landis) e buoni sentimenti, Brizzi aggiunge infatti gli ingredienti derivanti dall’era tecnologica, affidando in questo caso la rovina del facoltoso protagonista a Twitter e alla cosiddetta gogna del web (con riferimento esplicito, stavolta, alla sue vicende personali…).

Modalità Aereo viaggia quindi sul sicuro, pur avendo un avvio abbastanza stentato proprio per gli eccessivi stereotipi con cui vengono caratterizzati i protagonisti, a partire dal gusto per la “frittura” che contraddistingue la cucina di Maria, la moglie di Ivano (Caterina Guzzanti), e che trasforma il film in una sorta di sequel/spin-off spirituale della precedente saga di Brizzi. Anche qui, d’altronde, dei “poveri” si ritrovano fortuitamente “ricchi”, la differenza sta tutta nella presenza di un percorso contrario. Quando i due mondi si riuniscono, i cliché dominanti nella premessa fanno posto a gag più fluide (tra cui primeggia una, esclusivamente romana e “romanista”). Esempio di questa duplice natura la sequenza che vede protagonista Sabrina Salerno (che interpreta sé stessa) e la coppia Ivano/Sabino, la quale si innesta con tutte le situazioni più dozzinali e già viste del caso, ma che al tempo stesso presenta una chiusa tipica della comicità secca e surreale di Lillo.

Come segnasse un vero e proprio punto di svolta, da questo momento in poi parte quasi un altro film. Si smarcano i protagonisti e insieme a loro gli interpreti, in primis Paolo Ruffini, qui anche in veste di co-sceneggiatore (insieme allo stesso Brizzi e a Herbert Simone Paragnani), fino ad un insolito Luca Vecchi, già collaboratore di Brizzi (alla scrittura di Poveri ma ricchissimi) e qui nel suo primo ruolo al cinema lontano dai The Pills. Ma a venir fuori nell’ultimo atto della pellicola è il mestiere del regista di Notte prima degli esami: dal punto di vista della continuità coi lavori precedenti, l’ambientazione “bucolica” e famigliare dello sdolcinato finale di Modalità Aereo sembra quasi voler chiudere la trilogia brizziana “dell’euro” puntando sul messaggio più conciliante possibile – viva la tradizione, abbasso la modernità (e, di riflesso, la rete).

Regia: Fausto Brizzi 
Interpreti: Lillo, Paolo Ruffini, Violante Placido, Dino Abbrescia, Caterina Guzzanti, Luca Vecchi 
Distribuzione: 01 Distribution 
Durata: 100′ 
Origine: Italia, 2018

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