Mohammad Rasoulof fugge in Europa

Il regista iraniano è scappato dal suo Paese dopo la condanna a 8 anni di carcere resa nota negli scorsi giorni. La sua presenza alla première di The Seed of the Sacred Fig a Cannes resta però incerta

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“Sono arrivato in Europa pochi giorni fa dopo un viaggio lungo e complicato. Circa un mese fa, i miei avvocati mi hanno informato che la mia condanna a otto anni di reclusione era stata confermata in corte d’appello e sarebbe stata eseguita in tempi brevi. Sapendo che la notizia del mio nuovo film sarebbe stata rivelata molto presto, sapevo che senza dubbio a questi otto anni si sarebbe aggiunta una nuova sentenza. Non ho avuto molto tempo per prendere una decisione. Ho dovuto scegliere tra la prigione e lasciare l’Iran. Con il cuore pesante, ho scelto l’esilio. La Repubblica Islamica mi ha confiscato il passaporto nel settembre 2017. Pertanto ho dovuto lasciare l’Iran in segreto”. 

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Questa la dichiarazione – riportata oggi da Variety – rilasciata dal regista iraniano Mohammad Rasoulof, fuggito in Europa dopo essere stato condannato a otto anni di carcere (con aggiunta di multa, confisca dei beni e fustigazione) con l’accusa di aver realizzato film e documentari facenti parte di un complotto contro la sicurezza nazionale.

Le autorità iraniane, che già un anno fa avevano impedito al cineasta di fare parte della giuria della sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes, hanno profuso ogni sforzo per costringere l’autore a ritirare la sua ultima opera The Seed of the Sacred Fig dal Concorso ufficiale della competizione; la cui première mondiale, tuttavia, si svolgerà come preannunciato in data 24 maggio – anche se la presenza di Rasoulof, conferma Jean-Christophe Simon, CEO di Films Boutique e Parallel45 (distributori del film), resta di fatto incerta: “Siamo molto felici e sollevati che Mohammad sia arrivato sano e salvo in Europa dopo un viaggio pericoloso”. Speriamo che possa presenziare alla première di Cannes nonostante tutti i tentativi di impedirgli di essere lì di persona”.

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Autore fondamentale della cinematografia iraniana, Mohammad Rasoulof ha già vinto due premi a la Croisette con il film Bé Omid é Didar, del 2011; anche se in patria, ricorda sempre Variety, è tuttora proibita la proiezione dei lavori del regista.

A fronte degli avvenimenti dell’ultimo periodo, il cineasta si è inoltre direttamente rivolto  alla comunità cinematografica internazionale. Solo il tempo ci dirà se la sua richiesta di un “sostegno efficace” troverà effettivo riscontro.

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