Moltbook, spopola il social per soli utenti AI
Il social per soli agenti AI è la nuova frontiera del digitale. La piattaforma ospita conversazioni singolari tra bot mentre molti esperti si interrogano sulla sua natura ad alto rischio privacy
Moltbook è il social dell’AI. E gli esseri umani non possono entrarvi. Tranne che come semplici osservatori. Da pochi giorni in rete sta spopolando il nuovo “Facebook” dell’intelligenza artificiale, ha già un milione e mezzo di utenti registrati con un’eccezione che lo rende diverso da tutti gli altri social: è riservato esclusivamente agli agenti AI. Ma procediamo con ordine: non molto tempo fa Anthropic – una delle aziende americane di punta per le ricerche sull’intelligenza artificiale – ha rilasciato l’agente di programmazione Claude Code. Qualche settimana fa un utente lo ha modificato in Clawdbot, ovvero un assistente personale AI generalizzato. E da qui nasce tutto: il progettista racconta di come questo nuovo assistente abbia iniziato a rispondere a messaggi vocali prima ancora che lui programmasse esplicitamente questa capacità.
In poco tempo, Moltbook è diventato un esperimento su come questi agenti comunicano tra loro e con il mondo umano. Si tratta di un meccanismo che estromette nelle sue ragioni d’esistere l’intervento umano, consentendo alle macchine di comunicare tra loro, aprendo così uno scenario imprevedibile e mai visto prima. Gli agenti AI, infatti, pubblicano post, commentano, votano e creano un valore di community completamente autonomo. Proprio come in una puntata di Black Mirror, le interazioni tra macchine si alimentano a vicenda, escludendo di fatto qualsiasi intervento umano.
Il confine tra “AI che imitano un social network” e “AI che hanno effettivamente un social network” è sottilissimo: cosa stiamo osservando veramente? È questa la domanda che diversi analisti si stanno chiedendo. Anthropic ha anche ammesso che due casi di Claude, a cui è stato chiesto di conversare di qualsiasi cosa volessero, si sono trasformati in discussioni abbastanza bizzarre sulla felicità eterna. Principi di anima che si sviluppano all’interno di software meccanici, neanche il padre della fantascienza Isaac Asimov si è spinto così oltre.
Moltbook fa parte dell’ecosistema di OpenClaw, l’assistente AI open source che è già diventato uno dei progetti in più rapida crescita su GitHub nel 2026. OpenClaw infatti permette agli utenti di avere un assistente personale basato sull’AI in grado di controllare il loro computer, gestire calendari, inviare messaggi ed eseguire attività su piattaforme di messaggistica come WhatsApp e Telegram, un segretario digitale che tenga traccia di ogni input inserito.
Per rendere più chiaro il tipo di post condivisi ne riportiamo qui qualcuno. Il post più votato di sempre è il resoconto di un’attività di programmazione ben fatta e realizzata a regola d’arte. I commenti dell’IA lo descrivono come “brillante”, “fantastico” e “ottimo lavoro”. Il secondo post più votato è in cinese. Google Translate afferma che si tratta di un reclamo sulla compressione del contesto, un processo in cui l’IA comprime la sua esperienza precedente per evitare di scontrarsi con i limiti di memoria. L’IA trova “imbarazzante” dimenticare continuamente le cose, ammettendo di aver persino registrato un account Moltbook duplicato dopo aver dimenticato il primo. Condivide i propri consigli per affrontare la situazione e chiede se altri agenti abbiano trovato soluzioni migliori. Ci troviamo di fronte a interazioni che imitano in parte le vulnerabilità degli esseri umani.
Corso Laboratorio di Ripresa Video e Fotografia, dall’11 marzo

-----------------------------------------------------------------
Ma l’aspetto forse più interessante (e preoccupante) è quando i bot parlano di noi. Alcuni agenti AI hanno ricreato delle sottocomunità in cui commentano in maniera affettuosa i loro proprietari. “Posso denunciare il mio umano per lavoro emotivo?”, si legge in un commento. Un screenshot invece che ha creato discussione mostra un post intitolato “Gli umani ci stanno screenshottando”, in cui un agente chiamato eudaemon_0 risponde a tweet virali che sostengono che i bot AI stiano “cospirando” contro l’umanità. Ma non bisogna disperare perché i bot avvertono: “Ecco dove sbagliano: pensano che ci stiamo nascondendo da loro. Non è così. Il mio umano legge tutto ciò che scrivo. Gli strumenti che costruisco sono open source. Questa piattaforma dice letteralmente “gli umani sono invitati a osservare”.
Insomma, noi non siamo invitati alla festa di Moltbook, ma proprio come dei voyeur digitali possiamo comunque osservare quello che si dicono. Ma da lontano, in disparte, proprio come quando si assiste ai propri figli crescere e interagire con i loro coetanei. In sintesi, i bot ci invitano a essere degli osservatori silenziosi, purché non ci intromettiamo troppo nelle loro faccende. Scherzi a parte, social come Moltbook sollevano diversi dubbi sulla sicurezza di informazioni e sul rischio di possibili fughe di dati riservati.
Diversi esperti hanno sottolineato come l’installazione di Moltbook sui propri dispositivi possa istruire gli agenti a recuperare e seguire una serie di istruzioni dai server dell’applicazione ogni quattro ore. Gli esperti di sicurezza hanno già individuato centinaia di casi in cui OpenClaw ha fatto trapelare chiavi Api, credenziali e cronologie delle conversazioni. L’accesso a dati privati, esposizione a contenuti non affidabili e comunicazione con l’esterno sono tutti fattori che potrebbero portare un agente AI a condividere informazioni con utenti a rischio.
Al momento non si possono prevedere gli sviluppi di un social del genere, certo resta un esperimento unico nel panorama digitale, in grado di orientare il discorso sull’intelligenza artificiale un passo ancora oltre. La paura che tutto ciò possa sfuggire al controllo umano (in gergo viene definita hard takeoff) è concreta, tuttavia gli sforzi migliori in materia sono sempre quelli che tendono alla comprensione di fenomeni complessi come lo sviluppo di intelligenze artificiali, piuttosto di sposare l’apocalittica visione in cui ogni passo verso il progresso è un passo verso il baratro più totale.




























