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Monster: La storia di Ed Gein, di Ryan Murphy e Ian Brennan

La terza stagione, dedicata al macellaio di Plainfield, conferma l’interesse per il morboso dell’opera di Murphy, e uno sguardo contemporaneo sempre più anestetizzato. Su Netflix

Le abitudini superficiali, le convinzioni eterogenee e incoerenti della classe dominante per mantenere il potere attraverso l’egemonia, costituiscono il corpus del senso comune. In questo insieme di valori, tradizioni e pregiudizi, le credenze religiose giocano un ruolo di ordine primario. La nuova serie di Ryan Murphy e Ian Brennan parte da una figura biblica, Jezebel, per sondare apparentemente l’abisso mentale di Ed Gein, il macellaio di Plainfield, e dimostrare in effetti come divenne il narcotico di una società dell’orrore. Questa principessa fenicia dalla personalità molto forte, accusata di idolatria e ritratto della donna impudente e volgare, ebbe un destino tragico e il suo corpo finì in pasto ai cani. L’universo psichico di Ed Gein, interpretato da uno straordinario Charlie Hunnam, è segnato dalla schizofrenia, e il racconto è un riassunto narrativo e bizzarro di deliri e allucinazioni, pensiero e linguaggio disorganizzato. Ma prima di arrivare ad una diagnosi, la serie compie un percorso visivo analitico, a cominciare da una madre luterana, fanatica del peccato e convinta che tutte le donne fossero prostitute e strumenti del diavolo, rimasta vedova di un alcolista violento in un isolamento emotivo e fisico nel territorio del Wisconsin. La sua morte è l’ultimo passo verso uno scompenso che a quel punto non troverà più un freno.

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L’altro feticcio superficiale di dominio è legato invece alla questione femminile, un processo di emancipazione inarrestabile negli anni quaranta che nella provincia procedeva a rilento, un punto affrontato attraverso un’altra delle protagoniste di questa terza stagione, Adeline, fidanzata presunta o immaginaria del mostro, una ragazza determinata a ribellarsi ad un ruolo che non andasse oltre l’economia domestica. Come sedizioso dell’ordine accettato diventa l’aspetto legato al mito del serial killer che diventa fonte di ispirazione cinematografica, l’emulazione più famosa di Alfred Hitchcock nel trasformare Psyco in un’esperienza sconvolgente per il pubblico, e la farneticante versione di Tobe Hopper, che in The Texas Chain Saw Massacre (Non aprite quella porta) riversava sullo schermo l’atrocità della guerra in Vietnam in una metafora neanche troppo nascosta.

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La loro relazione sarà il principio del secondo punto cardine, l’ardore per il morboso che sfocia in uno sguardo anestetico, le fotografie dei lager nazisti, l’indecenza dei corpi ammucchiati, e accende un punto di riflessione sulla tossicodipendenza ottica, un’osservazione svuotata di senso, orfana di dio e degli uomini. E con un fumetto horror erotico introduce l’ennesima figura femminile di primo piano, Ilse Koch, la iena di Buchenwald, che Vicky Krieps restituisce con crudele sadismo pulp. Coetanea di Ed Gein, la loro nascita differisce di pochi giorni nel 1906, è il modello incendiario di una fantasia malata che finirà per deflagrare in un’eccitazione patologica della sessualità. E qui arriviamo ad uno dei caratteri ritornanti della serie sin dalla prima stagione Monster: The Jeffrey Dahmer Story e l’omosessualità cannibale, la stessa passione per lo squartamento e la necrofilia che nella seconda stagione Monsters: The Lyle and Erik Menendez Story servono ad introdurre il tema degli abusi circondato dal dubbio. La creatura familiare è ancora distorta, ma evaso il giudizio morale nell’espansione plastica della perversione, lo scopo di tutta l’operazione sembra quello di fare un’autopsia del pubblico, sorvolare l’indifferenza al sangue e al dolore contemporanei, con uno stile sempre generoso a delineare tratti di bellezza in mezzo ai cadaveri. Sempre alla ricerca di un perdono impossibile da combinare, e un occhio rivolto ad una cultura di massa che spesso sceglie i suoi eroi nel fango.

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Titolo originale: Monster: The Ed Gein Story
Creata da: Ryan Murphy, Ian Brennan
Regia: Max Winkler, Ian Brennan
Interpreti: Charlie Hunnam, Laurie Metcalf, Suzanna Son, Tom Hollander, Olivia Williams, Lesley Manville, Joey Pollari, Tyler Jacob Moore, Charlie Hall
Distribuzione: Netflix
Durata: 55′ circa ogni episodio (8)
Origine: USA, 2025

La valutazione di Sentieri Selvaggi
4
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