"Monsters University", di Dan Scanlon

Monsters University
Significativo è il lasso temporale che separa il secondo film dal primo. Dal film per bambini si passa, allora, a un vero e proprio college movie animato che ripropone tutti i tropi e le tappe fondamentali tipiche del genere. Scanlon coglie allora l'eredità del team Pixar nel creare un film che riflette il proprio pubblico, ma che al tempo stesso mira innanzitutto all'intrattenimento

Monsters UniversityLi avevamo lasciati poco più di dieci anni fa che, invece di spaventare bambini, si nascondevano nei loro armadi per farli ridere, sfruttando l'energia sprigionata dalle risate. Ora, Mike e Sulley tornano sugli schermi da matricole alle prime armi nel primo prequel della Pixar, Monsters University, preceduto da un nuovo corto della casa di animazione, L'ombrello blu, una vera e propria sinfonia di città in cui tutto prende vita sotto la pioggia, creando una musica per le orecchie e una meraviglia per gli occhi che fanno da cornice a una storia d'amore tra due ombrelli.

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Monsters University vede, invece, i due mostri alle prese con il training in Spaventologia nella facoltà presediuta dalla temibilissima Tritamarmo, dove ritroviamo anche una serie di volti noti. Ben diversa è l'ambientazione rispetto al primo capitolo, ma soprattutto cambiano registri e modelli a cui si ispira il film di Dan Scanlon. Non più le paure che attanagliano i bambini e tutto l'immaginario che ad esse è connesso. Significativo è allora il lasso temporale che separa il secondo film dal primo, un arco di tempo in cui quelli che erano allora bambini o che comunque ricordavano ancora la paura per il buio e “l'uomo nero” sono diventati studenti universitari che ben possono capire le disavventure di Mike e Sulley. Dal film per bambini si passa, allora, a un vero e proprio college movie animato che ripropone tutti i tropi e le tappe fondamentali tipiche del genere: dal gruppo di confratelli cool alle “ragazze” belle ma superficiali, dalla compagnia di “strani” ai metallari, passando per gli inevitabili nerd e loser. Sembra di certo nerd Randall, il cattivo del primo film, qua compagno di stanza di Mike che, non appena toglie gli occhiali e impara due trucchi, diventa parte del gruppo di mostri popolari. E sicuramente sono nerd e, ancor più, dei loser gli Oozma Kappa, i confratelli di Mike e Sulley, un gruppo che sembra essere uscito da La rivincita dei nerds.

E come nella più classica delle parabole, il nerd avrà alla fine la sua rivincita attraverso un percorso di crescita in cui Mike, e con lui Sulley, imparerà a conoscere se stesso, ad avere più fiducia nelle proprie capacità e soprattutto a fidarsi degli altri. Un vero e proprio viaggio dell'eroe su cui si basa la solida sceneggiatura di Scanlon e Baird, mettendo alla prova le capacità di Mike in una serie di spettacolari avventure che lo porteranno a toccare il fondo per poi risalire. Tuttavia, sono proprio queste avventure che, pur contraddistinguendosi per la loro originalità, si ricollegano a Monsters Inc. e alla sua lezione fondamentale: una risata è più forte di qualsiasi spavento. Scanlon coglie allora l'eredità del team Pixar nel creare un film che riflette il proprio pubblico, ma che al tempo stesso mira innanzitutto all'intrattenimento, giocando con i corpi dei mostri, le loro particolarità e il loro essere impacciati nel creare una vera e propria commedia fisica accompagnata da una serie di battute fulminanti. Monsters University dimostra allora che la risata è ancora l'elemento più potente di tutti.
 

Titolo originale: Id.

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Regia: Dan Scanlon
Interpreti (voci originali): Billy Crystal, John Goodman, Steve Buscemi, Helen Mirren, Alfred Molina

Origine: USA, 2013

Distribuzione: The Walt Disney Company Italia

Durata: 104'

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