Mostra Aldo Graziati

 


CITTA' DI VENEZIA

--------------------------------------------------------------------
IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21st!

-----------------------------------------------------

CENTRO CULTURALE CANDIANI


--------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------

 

---------------------------------------------------------------------

---------------------------------------------------------------------

 


 


Aldo Graziati (Aldò) "il mago delle luci" in mostra al Centro Culturale Candiani di Mestre


Dal 21 marzo al 22 aprile 2006










 


 Sarà inaugurata martedì 21 marzo alle ore 18, presso la Videoteca di Mestre del Centro Culturale Candiani la mostra fotografica dedicata ad Aldo Graziati, il "mago delle luci" del neorealismo italiano: un veneziano di Scorzè.










 



 


Allestita con successo nei mesi scorsi a Scorzè per iniziativa del Comune e dell'Associazione Culturale Cineforum Scorzè, la mostra raccoglie quaranta immagini dell'artista che, nativo della cittadina veneziana, trova notorietà dapprima, negli anni trenta, in Francia, come fotografo, e poi, nel dopoguerra, in Italia, come direttore della fotografia al fianco di alcuni fra i migliori registi del cinema neorealista.


 


In occasione della mostra, sullo schermo del Candiani, sfileranno perciò anche le immagini dei suoi capolavori cinematografici quali La terra trema e Senso di Visconti, Miracolo a Milano e Umberto D di De Sica, Cielo sulla palude di Genina, Othello di Orson Wells.


 


Aldo Graziati, in arte G.R.Aldo, per gli amici Aldò


Nato il 1° gennaio 1905 a Scorzè da genitori commercianti, Aldo Rossano Graziati si trasferì successivamente a Padova dove frequentò il liceo ed è proprio in quegli anni che maturò in lui il desiderio di viaggiare e conoscere realtà diverse. Frequentò Venezia, città che lo affascinava e che gli permise di coltivare amicizie nel mondo del teatro. Inizialmente attratto dal movimento fascista, ne prese le distanze con l'avvento al potere di Mussolini: motivo da indurlo, unitamente al rifiuto del provincialismo culturale italiano, ad allontanarsi dall'Italia.


 


Aldo a Parigi – Giunto in Francia nel 1923, Aldo entrò in contatto con l'ambiente teatrale parigino, occupandosi di coreografia e recitando come attore caratterista. Lavorò anche negli studi fotografici dapprima come operaio e successivamente come fotografo ritrattista. Tra il 1936 e il 1937 alternò l'attività di fotografo di scena a quella di operatore. Nel 1942, dopo essere entrato nel celebre atelier fotografico Harcourt, si affermò come fotografo di scena sui set dei più importanti film francesi. L'incontro con i registi d'oltralpe lo stimolò a sperimentare nuove tecniche di inquadratura sempre sostenute da forti contrasti tra luce ed ombra. Durante l'occupazione tedesca il cinema francese si stabilì negli studi di Nizza, dove Aldo ha modo di conoscere Michelangelo Antonioni che lo introdurrà nell'ambiente cinematografico italiano.


 


Il ritorno in Italia – Nel 1946 Aldo si presentò per un provino a Luchino Visconti, impegnato a Roma nella regia teatrale di Delitto e castigo: nacque così la prima di una lunga serie di collaborazioni artistiche che segneranno la storia del cinema italiano. Due anni dopo Visconti gli assegnò la direzione della fotografia di quello che diventerà il manifesto del cinema neorealista: La terra trema. In questo film Aldo rivela tutta la sua capacità espressiva e di indagine psicologica, in piena simbiosi con le esigenze artistiche di Visconti, in particolare per l'uso suggestivo dei contrasti di luce. Uno sguardo innovativo, un "occhio magico" che sarà presente anche in lavori successivi, come quelli con De Sica e Orson Welles, senza sottrarsi però alla voglia di sperimentare in altri film uno stile più espressionista.


 


La morte prematura – I suoi film riscossero un grande successo, ma l'ascesa professionale di Aldo fu tragicamente interrotta il 14 novembre 1953 dal mortale incidente automobilistico avvenuto mentre a Venezia era in corso la lavorazione di Senso, il film che aveva segnato il suo debutto nella fotografia a colori. La morte prematura lasciò nell'ambiente cinematografico italiano ed internazionale un vuoto incolmabile: a testimoniare l'eccezionale parabola artistica di Aldo restarono così i suoi lavori, una vera e propria insuperata lezione di fotografia cinematografica.


 


La mostra rimarrà aperta fino al 22 aprile con il seguente orario: martedì, giovedì e sabato dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 21


Chiuso sabato 15 aprile


Informazioni per il pubblico


Centro Culturale Candiani, Videoteca di Mestre: P.le Candiani, n 7, 30174 Mestre Venezia


tel. 041.2386138; e-mail: videoteca.candiani@comune.venezia.it


 


 


 


Ufficio stampa, Centro Culturale Candiani: Elisabetta Da Lio – Donatella Boldrin


Tel 0412386111 – fax 0412386112 – email ufficiostampa.candiani@comune.venezia.it