Mothers, di Liana Marabini

Due donne, Angela e Fatima (Mara Gualandris, Margherita Remotti), completamente differenti per classe sociale, provenienza e religione, si trovano ad affrontare una tragedia comune: i loro figli Sean e Taarik hanno scelto la Jihad, abbracciando l’estremismo islamico e gettando nella disperazione le loro madri. Attraverso un gruppo di sostegno, in cui trovano spazio altri protagonisti che si interrogono su tragedie personali analoghe (Remo Girone, Christopher Lambert), percorrono un sentiero di analisi interiore cercando risposte al proprio dolore e come affrontarlo.
La regista Liana Marabini, fondatrice nel 2010 del Festival Internazionale del Film Cattolico, con la pellicola Mothers affronta la disarmante attualità legata al fondamentalismo religioso, intessendo una storia che ci introduce nell’indagine dei caratteri che portano i giovani (anche occidentali) ad aderire a frontiere estremiste, nel reclutamento ad opera dell’ISIS che sconvolge le vite di chiunque ne sia coinvolto o, anche solo, spettatore. Un tema che si incarna nei racconti dei protagonisti a cui viene dato il compito principale del film, in un percorso che si stabilisce attraverso discorsi compiuti dove l’immagine fa da mero contorno, lasciando alle parole il compito di colpire e permeare la situazione.
Privi di regole ferree e riferimenti concreti, allo sbando in un mondo spoglio di rigore e istituzioni sicure: questi i giovani raccontati dalla Marabini che, in un sintomo di digiuno morale dato dalla mancanza delle principali figure di riferimento, si lasciano marchiare dalle prospettive di un credo realmente forte che possa apportare sostanza alle loro vite e una ragione di nuovo vigore. Così, in questa frontiera allo sbando, si genera l’adescamento e l’inganno.
Eppure, nel bonario intento di dare spazio a dinamiche contemporanee che sconcertano la realtà quotidiana, manca un’analisi effettiva che sembra perdersi in continui clichè di carattere propagandistico, instaurando quella che sembra una supremazia delle logiche occidentali, di carattere prevalentemente religioso, a scapito di una cultura banalmente tacciata come primitiva. L’inserimento di elementi fuorvianti, ove il Corano appare emblema deviante, e la descrizione di un personaggio, quello di Fatima, la cui salvezza morale è posta nella sensibilità ai precetti cristiani, si incastrano nel contesto portando l’attenzione ad una palese ambiguità dell’intento educativo ricercato, creando una suggestione falsata in merito alle diverse culture.
Benchè il proposito si figuri in uno sguardo attento a problematiche di notevole riguardo, l’esito pecca di una base critica essenziale allo svolgimento che non oltrepassa mai una buona dose di retorica in un frangente narrativo che si specchia nella drammaticità degli eventi, purtroppo ostacolato da un approccio ridondante con gli stessi.

Regia: Liana Marabini
Interpreti: Remo Girone, Victoria Zinny, Mara Gualandris, Rupert Wynne – James, Margherita Remotti, Stefano Crosta, Francesco Riva, Francesco Meola, Christopher Lambert
Durata: 118′
Distribuzione: Liamar Multimedia
Origine: Italia, 2017