MOVIEGAMES – Un altro viaggio al centro della terra

Il primo viaggio al centro della terra è ovviamente quello di Jules Verne, arriva poi quello cinematografico, trasposizione del precedente, ed infine ecco che sui Pc torna il tema, stavolta affidato ad una intraprendente fotografa contemporanea.

In una recensione italiana al videogioco per pc ispirato al Viaggio al centro della Terra (FrogWares/E2 Publishing) sulla webzine Ludus (il link in fondo alla pagina), il recensore, autonominatosi "Aspide Gioconda" afferma che "Le persone di una certa età ricorderanno sicuramente il famoso film Viaggio al centro della Terra, tratto dall'omonimo romanzo di Jules Verne ed interpretato dall'ottimo James Mason nel ruolo del professor Liedenbrock." Ebbene, sicuramente chi scrive "una certa età" ce l'ha e, pur non essendo ancora nato quando quel film vide la luce, l'ha più volte guardato in tv a partire dall'infanzia, ed ogni volta s'è trovato soddisfatto da una trama semplice e ricca allo stesso tempo, con effetti speciali per l'epoca (1959) eccezionali. Tra l'altro quel film esiste anche in DVD e perciò non è necessario essere "vecchi" per poterlo apprezzare. Ma si sa: chi gioca con i videogiochi sono i ragazzi e, per un ragazzo o per una ragazza, chiunque oltrepassi "una certa età" è equiparabile al biblico Matusalemme…E tuttavia la correttezza dell'equazione giochi=ragazzi potrebbe essere inversamente proporzionale alla spontaneità con cui viene pensata. Se infatti si entra in un centro commerciale possiamo notare abbastanza facilmente come la sezione di giochi per pc è affollata piuttosto da adulti che da ragazzi, mentre questi ultimi accalcano gli scaffali dei giochi per console. Per "mantenere" un pc occorre possedere infatti o una famiglia sufficientemente danarosa e disponibile o un qualche reddito che consenta – oltre all'acquisto dei giochi – la continua attività di "upgrade" che il pc richiede (schede video, ram, processori, lettori, masterizzatori, ecc.). Se la cosa era particolarmente evidente fino a pochissimi anni fa quando era possibile classificare la destinazione di un gioco quasi senza possibilità d'errore (giochi arcade e "spaccapulsanti" per le console e avventure e giochi in 3D per il pc) oggi, complici la potenza delle console di ultima generazione da un lato e il tentativo degli sviluppatori di sviluppare per più piattaforme di gioco possibile, i titoli sono sempre più disponibili per tutte o quasi le piattaforme disponibili, compresi minigiochi per cellulari. A questo punto c'è stato un deciso sbandamento dei produttori: FPS in cui non si può salvare dove si vuole; avventure punta e clicca sviluppate solo per console; giochi per pc in caduta libera di prezzo (e almeno questa è cosa buona…), ecc. Praticamente è solo il genere del picchiaduro (tipo Tekken, tanto per intenderci) a rimanere saldamente avvinghiato all'alveo delle console senza tentativi di sconfinamento. Tutto ciò ci porta a giochi difficili da capire, come appunto Viaggio al centro della terra (d'ora in poi, per brevità, VCT).VCT, infatti, è una classica avventura punta e clicca in terza persona per pc, con ottime schermate prerenderizzate, una buona storia a supporto, e tanti enigmi a disposizione. Il problema è che questi enigmi sono cervellotici al limite dell'insolubilità. Supponendo che siano adolescenti/adulti ad acquistare un titolo come questo, si può pensare ad un maggiore impegno nel risolverli, ma si può ancor di più pensare ad un minor tempo a disposizione di questi soggetti (studio/amici/lavoro) per quella stessa risoluzione. Non a caso Syberia, che fondamentalmente si può considerare il prototipo di VCT, aveva enigmi ben calibrati, dove anche quelli più difficili avevano una risoluzione logica all'interno dello schema della storia. Mentre invece VCT, che possiamo in questo aspetto accostare a Runaway (altro gioco di cui abbiamo parlato in questa sede), mette a dura prova le capacità ma anche la pazienza del giocatore fin dall'inizio. Se in Runaway c'era la parziale giustificazione della demenzialità del soggetto e delle situazioni, in questo caso i rompicapi, complicati dalla gestione dell'inventario e degli oggetti ivi contenuti, richiedono davvero una dedizione ben lungi dall'occasionale occhiata negli intervalli liberi. Per questo è un gioco che non si saprebbe bene a chi consigliare, anche se lo si deve consigliare perché si tratta proprio di una bella avventura vecchio stile curata e ben realizzata. Tutto sommato forse lo si può consigliare proprio agli appassionati delle avventure, a chi è da troppo tempo a digiuno dei titoli LucasArts e a chi continua a rigiocarli conservando hardware e sistemi operativi ormai preistorici all'uopo.Ma di che parla VCT? Come in Syberia, per protagonista abbiamo una giovane professionista in carriera. Qui si tratta di Ariane, una fotografa free lance che vuole fare un servizio sulla natura islandese. Dall'elicottero vede un angolino particolarmente scenografico e fa atterrare il pilota, ma una frana la blocca a terra, senza altra via di fuga che una strana grotta. E si tratta proprio di una delle aperture verso il centro della terra imboccate anche dal professor Liedenbrock. Nel sottosuolo Ariane scoprirà una civiltà meravigliosa minacciata però dal cosiddetto progresso. Sarà sua (cioè nostra) la scelta se contribuire a salvare quella civiltà o lasciarla al suo destino riportando alla superficie un meraviglioso servizio fotografico e la garanzia per il futuro professionale. Come si è detto la grafica è molto buona (anche se non eccezionale) così come il sonoro e in generale la strutturazione della trama. Il sistema di controllo ricorda molto quello di Syberia, con elementi tridimensionali su sfondi 2D; la protagonista è mossa con il tradizionale sistema punta-e-clicca e un inventario dotato di un pc portatile per vedere in anteprima le foto che potremo scattare (oltre a darci la possibilità di mantenerci in contatto col mondo esterno tramite le email, funzione che in Syberia era svolta dal telefono). Avendo tanto tempo a disposizione da dedicargli (o mettendo in conto di dare una sbirciata alla soluzione proprio di Aspide Gioconda linkata sotto) vale davvero la pena di provarlo.

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