Mr. Long, di Sabu

Sabu, il maestro della fiaba giapponese, realizza Mr. Long a due anni da Ten no Chasuke in cui era fortemente presente l’elemento soprannaturale, con un angelo che scendeva sulla terra per salvare la vita a una ragazza, cambiando così il destino di entrambi. In Mr. Long non ci sono angeli, non in senso letterale almeno, perché tutto il racconto si svolge sulla terra, tra i grattacieli di Taiwan e la periferia degradata di Tokyo, e gli unici protagonisti sono gli esseri umani, con i loro imperdonabili difetti e i loro rari momenti di grazia. Ma pur essendo una storia impastata di carne e sangue, anche qui l’elemento fiabesco entra dal buco della serratura come un fascio di luce nell’oscurità e finisce per cambiare la vita di tutti i personaggi, in un modo o nell’altro.

Mr. Long non è un angelo, ma un killer sanguinario, più abile con la lama che con le parole. Dopo aver fatto scorrere fiumi di sangue per le vie di Taiwan, gli viene commissionato un omicidio a Tokyo, e così senza proferire parola prende armi e bagagli si trasferisce nella capitale nipponica per portare a termine la missione. Questa volta però qualcosa va storto, il gangster sfugge alla sua lama e gli sguinzaglia contro tutti i suoi scagnozzi. Mr. Long corre a perdifiato fino a che i suoi inseguitori non lo perdono di vista e, ferito, si accascia tra le baracche di periferia. Il mattino seguente un bambino gli salva la vita, portandogli del cibo, degli abiti puliti e qualcosa per medicare le ferite, ma in cambio gli chiede di salvare la propria. Sua madre, schiava della droga, non riesce più a prendersi cura di lui e la sua vita è completamente distrutta, così come la sua casa.
Questo scenario, per quanto terribile, offre a Mr. Long la possibilità di cambiare vita, di amare ed essere amato facendo un lavoro comune, ma la felicità non dura mai troppo a lungo, e le ombre del passato tornano a perseguitarlo minacciando di imbrattare di sangue il suo nuovo idillio.
Più enigmatico di Ryan Gosling in Drive, e altrettanto letale, Mr. Long, interpretato dal taiwanese Chang Chen, segue pedissequamente il cammino dell’eroe, tra tentazione e redenzione, aspirando costantemente al cambiamento, al superamento della sua storia precedente, ma restando irrimediabilmente prigioniero della sua natura. Una storia già nota, forse, ma che Sabu sa trasformare in una fiaba straordinaria, in cui il conflitto tra luci e ombre è costantemente presente, e i toni narrativi si alternano così armoniosamente da trasformare la realtà in magia.

 

Titolo originale: id.

Regia: Sabu (Hiroyuki Tanaka)

Interpreti: Chang Chen, Shô Aoyagi, Yiti Yao, Junyin Bai, Masashi Arifuku

Distribuzione: Satine Film

Durata: 129′

Origine: Giappone/Germania/Hong Kong/Cina/Taiwan 2017