Musica in sala – Le uscite di marzo 2006

Le musiche suggerite per la prima edizione della rubrica spaziano dall'elettronica del premio Oscar Crash alle composizioni “classiche” per scandire la violenza di Lady Vendetta, fino alle sperimentazioni di Bjork, in Drawing Restraint 9, e ai classici della musica italiana per il riscatto dell'ex terrorista Alessio Boni in Arrivederci, amore ciao

Drawing Restraint 9

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di Matthew Barney


Musiche di Bjork, Akira Rabelais e Valgeir Sigurdsson

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L'ultimo film di Matthew Barney arriva dopo la conclusione del ciclo Cremaster e sancisce il sodalizio artistico con la sua compagna Bjork.


Gli operai in tuta bianca, le ballerine con i ventagli e gli altri scorci di vita colti sulla baleniera giapponese Nisshin Maru sono amplificati dalla colonna sonora, che diviene unica voce in un'opera dai dialoghi completamente assenti. I gesti quotidiani si muovono assieme al campanellio dello Sho, antico strumento tradizionale giapponese, accompagnati dalla voce calda del cantautore indie-folk Will Oldham nella festaiola Gratitude, continuando in un crescendo di immagini legate tra loro attraverso la vivace Ambregris March e i gemiti sussurrati dell'inquietante Pearl, ad opera della throat-singer Tania Tagaq, già in precedenza collaboratrice di Bjork.


I complessi riti che costituiscono la parte centrale del film si materializzano sulle strumentali Hunter Vessel, Shimenawa e Vessel Shimenawa, fino all'esplosione di Storm e alla performance di teatro no giapponese in Holographic Entrypoint.


Una colonna sonora complessa e certamente di non facile fruizione, inseparabile dalla altrettanta complessità delle immagini di Barney, sempre a cavallo tra il cinema e la video-arte. Ma sicuramente con l'innegabile caratteristica di divenire  un personale e appassionato tributo alla cultura giapponese.


(S. D.)


 


Pagina con estratti dell'album sul sito ufficiale di Bjork


 


 

Arrivederci amore,ciao


di Michele Soavi


Musiche a cura di Andrea Guerra


 


L'ex-terrorista Giorgio (Alessio Boni) cerca una reintegrazione, o meglio, una riabilitazione per tornare ad affrontare la vita da comune e rispettabile cittadino. Ma il passato riaffiora, in veste di ricordi (l'esecuzione a tradimento del suo amico Luca) e sotto forma di ricatto ( le minacce del poliziotto corrotto Anedda), ed ogni volta fa irruzione nella sua vita attraverso le note di Insieme a te non ci sto più. La canzone scritta nel 1968 da Paolo Conte e Massimo Pallavicini per Caterina Caselli, il cui ritornello intitola il film, guida il protagonista nella dimensione onirica ma anche in quella sentimentale, divisa tra la passione verso la quarantenne Flora (Isabella Ferrari) e il calcolo ragionato di sposare la giovane Roberta (Alina Nedelea). Nonostante alcune scelte della colonna sonora appaiano fin troppo facili e abusate – Smoke on the water, Deep Purple e Shout, Tears for Fears- l'intera vicenda del tormentato Giorgio è scandita efficacemente dalla voce della Caselli, rispettando appieno le intenzioni dello scrittore Massimo Carlotto, dal cui libro è tratto il film.


Insieme a te non ci sto più è stata reinterpretata per l'occasione dall'ex-Casco d'oro in una nuova versione, rinominata come Arrivederci amore,ciao.


(S. D.)


 


Pagina con informazioni sul ruolo della musica nel libro di Massimo Carlotto


 


 

Lady Vendetta


di Park Chan-Wook


Musiche di Cho Young-wuk, eseguite dal Mo Ho Baroque Ensemble


 


Le musiche del sanguinoso terzo capitolo nella trilogia della "vendetta" di Park Chan-Wook, scritte dal compositore coreano Cho Young-wuk (già al lavoro col regista in JSA e Old Boy), hanno la stessa solennità composta che si legge nel volto della protagonista Geum-ja. Il loro gusto, tirato e orchestrale (sono eseguite dal Mo Ho Baroque Ensemble), spezza e al tempo stesso cristallizza la rabbia e il dolore dei protagonisti, sottolineando il gusto "epico" della vendetta che si compie.


La confezione del cd con la colonna sonora è curata in ogni particolare, come tutto ciò che riguarda i film di Park Chan-Wook. Si tratta di un piccolo libro con porta-cd, in cui sono presenti foto di scena e il testo dell'unica canzone non strumentale presente nel film. Altra curiosità, nel libro ci sono alcune pagine con le partiture delle musiche originali, che daranno la possibilità a tutti i musicisti cinefili di cimentarsi con l'opera del compositore coreano.


(F. P.)


 


Pagina sul sito ufficiale del film da cui è possibile scaricare la colonna sonora integrale


 


 

Crash – Contatto fisico


di Paul Haggis


Musiche di Mark Isham, con brani originali di Bird York e Stereophonics


 


Le storie di tensione razziale nella metropoli multietnica Los Angeles, premiate di recente con l'Oscar per il miglior film, hanno una colonna sonora che è un misto di raffinatezze elettroniche  e (poche) durezze metropolitane, curata da Mark Isham (già al lavoro per film come Blade, Il collezionista e In mezzo scorre il fiume). Alle atmosfere rarefatte e "subacquee" del tema portante si oppongono le accelerazioni electro che sottolineano i momenti di maggior suspence (Go Forth my son) e quelli epici (…Safe Now, Saint Chrisopher), ma nel complesso c'è soprattutto musica d'ambiente, che accompagna e smussa i tanti contrasti della storia. Le atmosfere più "urbane" sono invece affidate agli interventi esterni di Bird York (il raffinato pop di In the Deep) e Stereophonics (Maybe Tomorrow).


(F. P.)


 


Sito ufficiale del film dove si possono sentire estratti della colonna sonora


 


 


A cura di Filippo Pala e Sara Dragani


 

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #7