Naomi Kawase Presidente di Giuria della Cinéfondation e dei corti a Cannes

La regista giapponese è già stata quattro volte in concorso ed è stata membro della giuria presieduta da Steven Spielberg nel 2013

Naomi Kawase sarà la Presidente di giuria della Cinéfondation e dei cortometraggi al 69° Festival di Cannes. La regista giapponese, che l’anno scorso aveva inaugurato Un Certain Regard con An (uscito in Italia col titolo Le ricette della signora Toku), ha iniziato il suo rapporto col festival nel 1997 quando ha vinto la Camera d’Or per Suzaku (Moe No Suzaku). All’epoca aveva 27 anni ed è stata la più giovane cineasta a aver ottenuto questo riconoscimento.

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E’ stata poi selezionata quattro volte nella competizione ufficiale: nel 2003 per Shara (Sharasojyu), nel 2007 per The Mourning Forest (Mogari no Mori), nel 2011 per Hanezu (Hanezu no tsuki) e nel 2014 per Still the Water (Futatsume no mado). Nel 2013 era uno dei membri della giuria presieduta da Steven Spielberg.

La regista, dopo questa nomina, ha detto: “I film arricchisono la vita. Il loro universo apre degli orizzonti. Sono poco più di 100 anni che il cinema esiste e non smette mai di crescere. E’ un media eccezionale per rappresentare la diversità culturale del mondo e ogni storia è una vita paralela che incanta il pubblico. I cortometraggi sono degli esercizi particolarmente difficili su come comunicare una storia. Allo stesso tempo offrono una miriade di possibilità inedite. Tra i film degli studenti che vedremo, ci saranno delle gemme ed è questo che mi rende impaziente di prendere parte a queta giuria. Sarà una bella avventura”.

Gilles Jacob, parlando di Naomi Kawase, ha sottolineato la sua “estrema delicatezza, la cortesia raffinata e l’eleganza morale”. E ha aggiunto: “Ha saputo diffondere un’intelligenza cinematografica, un arte sottile fatta di misteriosa poesia e di una grazia della semplicità attraverso le grandi emozioni della vita e dei piccoli gesti quotidiani. Il suo nome quest’anno si affiancherà a quello dei grandi Presidenti di giuria della Cinéfondation e dei corti, come Martin Scorsese, Abbas Kiarostami, Jane Campion, Hou Hsiao-hsien, John Boorman o i Dardenne”.

 

 

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