"Natale a Rio", di Neri Parenti

Natale a RioSi sposta ancora più a sud, nella sua esplorazione turistico-esotica del continente americano, il cinema di Neri Parenti, la sua serie “Natale a”, che nell’episodio 2008 trova sosta e detour di superficie in Brasile, nel corpo di Rio de Janeiro, immediatamente evocativo in Natale a Rio di cartoline da immaginario collettivo ormai senza tempo (le spiagge, i corpi femminili del desiderio maschile occidentale, i ragazzini di strada con pistole in mano, ma qui trasformati subito in loro deriva parodistica cartoon). Abbandona quindi, la collaudata serie natalizia, il non-luogo del precedente Natale in crociera, la nave set delle (dis)avventure comiche del capitolo di un anno fa, per riprendere la catalogazione di una città meta globalizzata delle vacanze di fine anno. Da Miami a Rio, ma con lungo prologo italiano, per tratteggiare i caratteri e mostrare o evocare gli ambienti dove agiscono i personaggi, meglio, gli interpreti che ripetono il loro unico personaggio da un film al successivo.

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Ecco dunque Christian De Sica, senza il quale la serie natalizia non avrebbe senso, e Massimo Ghini, coppia maschile e fortemente maschilista (cui vengono affidate alcune belle gag verbali nel gioco di senso delle parole tra l’ignorante De Sica e il colto Ghini), e in parallelo Fabio De Luigi e Michelle Hunziker che ripetono le loro schermaglie di (non) coppia cui sono affidate le situazioni più romantiche, tra gli spazi di un ufficio marchiato dalla pubblicità invasiva del product placement (che sempre nel cinema italiano risulta così immediatamente imbarazzante, corpo davvero estraneo all’inquadratura…) e quelli di un pezzo della vacanza brasiliana in un villaggio turistico e poi nella casa del padre di lei, che dovrebbe sposarsi… E poi i due figli poco più che adolescenti di Paolo (De Sica) e Mario (Ghini), insegnante di etica all’università. Figli rozzi nella loro messinscena di ragazzi perfetti (ma poi scateneranno le loro tecniche imparate in accademia per pestare con calci e pugni i due intrusi nella villa brasiliana, ovvero, senza saperlo, i loro genitori) e specchio di futuri comportamenti come quelli dei loro padri. E le due ex mogli di Paolo e Mario, a Rio all’insaputa degli ex mariti per rifarsi il seno e cercare nuove ispirazioni sessuali… Tutti a Rio, in un gioco sempre più spinto verso la commedia degli equivoci, ma più trasandata, e quindi anche più intrigante, rispetto ad altri testi della serie dove la commedia sofisticata non prendeva forma (Natale a New York), e bruscamente interrotta nella troppo veloce chiusura finale brasiliana che fa posto agli inserti del ritorno a casa (ma ancora con lampi brasiliani voodoo che spingono i corpi di De Sica e Ghini a volare dalle sedie al soffitto dell’agenzia di viaggi, prologo dentro l’epilogo di una nuova puntata ma anche svelamento del set, dell’effetto speciale che sospende in aria i due attori, con la battuta di De Sica sul proprio ruolo…).

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Natale a Rio si apre così ad altri possibili viaggi, festeggiando, e già andando oltre, l’importante anniversario dei venticinque anni di successi dei film di Natale targati Filmauro, iniziati nel 1983 con il capolavoro di Carlo Vanzina Vacanze di Natale.

 

Regia: Neri Parenti

Interpreti: Christian De Sica, Massimo Ghini, Micelle Hunziker, Fabio De Luigi. Emanuele Propizio, Ludovico Fremont, Paolo Conticini

Distribuzione: Filmauro

Durata: 89’

Origine: Italia, 2008