Natale all’improvviso, di Jessie Nelson

A tutti gli aspiranti scrittori che le chiedevano consigli, Agatha Christie rispondeva sempre di ambientare il proprio romanzo d’esordio durante le feste natalizie che, da acuta osservatrice delle bassezze umane, trovava dense dei peggiori istinti, destinati a deflagrare nel migliore dei casi in chiassose liti e, nel peggiore, in un delitto a porte chiuse.

Il cinema ha sempre dato ragione alla saggia Agatha, dimostrando quanto il Natale costituisca quel canovaccio infinito su cui imbastire trame familiari, variando a piacimento dalla commedia al dramma, contando sempre sull’immaginario nutrito e coloratissimo del Christmas Eve, che uno spettatore mediamente cinefilo si porta dietro almeno dal Frank Capra di La vita è meravigliosa, passando per il Minnelli di Incontriamoci a Saint Louis fino a Una poltrona per due di John Landis.

Sorprendono quindi  la stanchezza e la sciatteria del film scritto da Steven Rogers, sceneggiatore di Ps. I love you e Kate and Leopold, e diretto da Jessie Nelson (Corrina, Corrina, Mi chiamo Sam), firme quantomeno “di mestiere”, solitamente a proprio agio nella struttura della commedia romantica.

Perché davvero in questo Love the Coopers non balena una sola idea originale ma nemmeno un furbo lavoro di taglia e cuci dai classici più o meno recenti del genere, come se non fossero mai esistiti Love Actually o anche solo The Family Stone, sempre con la matriarca Diane Keaton, qui in un ruolo incolore.

Dalla separazione poco plausibile di due coniugi in là con gli anni, Goodman-Keaton, ai complessi di inferiorità della zia zitella (con la povera Marisa Tomei che firma definitivamente la sua unfuckability..), alla relazione platonica tra l’ottuagenario Alan Arkin e la dolce e smarrita cameriera Amanda Seyfried, nessuna di queste storyline sembra interessare agli autori.

natale-all-improvviso-458230Forse proprio per la loro maggiore confidenza col romance la preparazione alla cena natalizia cede il passo alla love story nascente tra la bella e cinica radical chic Olivia Wilde e il marine dai solidi principi Jake Lacy, dimenticandosi, davvero troppo spesso, di portare avanti le tante storie intrecciate, a scapito di Marisa Tomei e Amanda Seyfried, abbandonate per metà del tempo.


Tra plot poco credibili e gag poco divertenti – il turpiloquio della piccola Madison e i baci impacciati di adolescenti brufolosi – il film si trascina stancamente verso l’epilogo, dove ogni conflitto viene risolto da un ballo.
E lì dove il film mette a segno qualche punto, affidandosi ad interpreti di razza come John Goodman e Alan Arkin con performance semi-improvvisate di canti tradizionali, interviene a gamba tesa il doppiaggio criminale ad azzerare tappeti sonori ed energia autentica, edulcorando il tutto con voci piatte da spot pubblicitari.

Alla fine la cosa migliore resta il grosso cane Rags, seppur privato della voce del grande Steve Martin. Se non possiamo avere la cinefilia, almeno la cinofilia è salva.

 

Titolo originale: Love the Coopers

Regia: Jessie Nelson

Interpreti: Diane Keaton, Jon Tenney, June Squibb, Amanda Seyfried, Olivia Wilde, John Goodman, Marisa Tomei, Ed Helms, Anthony Mackie, Jake Lacy, Alex Borstein, Alan Arkin, Timothee Chalamet, Dan Amboyer

Distribuzione: Notorious Pictures

Durata: 100′

Origine: Usa, 2015