Nella bolla, di Judd Apatow

Il folle, improbabile, devastante atto d’amore di un regista per il cinema dove il set è dipendenza, famiglia e prigione. Non sempre ha il passo giusto, ma quando corre è esplosivo. Netflix.

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Hollywood o morte! Brucia in piena emergenza sanitaria. Apatow fa il suo Effetto notte durante il Covid. Nella didascalia sui titoli di testa c’è già l’idea di un possibile cinema che verrà da parte del regista e produttore statunitense: “All’inizio della pandemia il mondo ha affrontaro una dolorosa penuria di contenuti cinematografici e televisivi”.

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Il set del film nel film è in Gran Bretagna dove in un un grande hotel è stato radunato il cast di Cliff Beast, una popolare saga sui dinosauri giunta al sesto film. Tra i suoi componenti ci sono Carol Cobb (Karen Gillan), un attrice massacrata per il suo precedente film La rivolta di Gerusalemme che sta attraversando un momento difficile della sua vita sia dal punto di vista professionale che sentimentale; Krystal Kris (Iris Apatow), una star di TikTok; Dieter Bravo (Pedro Pascal), un attore dipendente dall’alcol e delle droghe che vorrebbe andare a letto con ogni ragazza che gli capita a tiro; Lauren Van Chance (Leslie Mann), l’attrice che interpreta Dolly, il personaggio preferito dai fans di Cliff Beast; Darren Eigan (Fred Armisen), l’ex-regista indipendente assunto per dirigere il sesto episodio della saga; Darren Eigan, l’attore/sceneggiatore produttore che interpreta il personaggio di Hal Packard e che è stato legato a Lauren.

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L’ispirazione arriva diretta da quello che è successo sul set di Jurassic World: Dominion, la prima grande produzione a riprendere nel mezzo della pandemia, girato nei Pinewood Studios di Londra, che ha dovuto seguire delle regole rigidissime per evitare i contaggi come il controllo delle temperature, frequenti tamponi e zone del set suddivise in colori diversi per organizzare la troupe. Nella bolla (che già dal titolo evidenzia, proprio per il regolamento anti-Covid, l’isolamento dal mondo esterno), si presenta come una satira di un ‘film nel film’. Mostra le riprese con i dinosauri e gli attori appesi a un filo su sfondo verde, chiude gli attori nelle loro stanze durante la quarantena, segue le loro vicende sentimentali proprio come nel gran film di Truffaut. Ma soprattutto è il folle, improbabile, devastante atto d’amore di un regista per il cinema. Gli oltre 160 giorni di set di lavorazione sono una dipendenza. Il set per Apatow è una famigllia (la presenza della moglie Leslie Mann e della figlia Iris) e anche una prigione. Il mondo esterno, quello che è fuori, vive su un altro pianeta: la famiglia di Carol, il figlio adottato di Lauren, l’executive producers che si collega dai posti più belli del momdo malgrado l’isolamento.

Nella bolla sembra un John Landis degli esordi fuori tempo massimo ai tempi dei social, con lo schermo che cambia formato e diventa come quello di uno smartphone. Il racconto della lavorazione di Cliff Beast s’incrocia con la dimensione soggettiva dei protagonisti. Apatow spinge il demenziale sull’acceleratore, riparte dal set dell’horror adolescenziale Wichita presente nella serie Netflix Love di cui e produttore ma anche da Un disastro di ragazza dove la figura di Carol è una reincarnazione di Amy Schumer in versione disperata. Nella bolla non riesce sempre a trovare il passo giusto, ma non è un problema. Come gran parte del cinema di Apatow è un film che ha bisogno di respirare, fermarsi e poi riprendere a correre. E quando riparte fa sentire tutta la sua potenza, dal gran numero musical con il balletto, alla nostalgia di E.T., alla magia illusionistica con le visioni e l’apparizione del volto di Benedict Cumberbatch, alla battuta più bella di tutto il film in puro stile fratelli Farrelly: “Lo so che sei vecchia. C’è una tua foto al concerto dei Nirvana”. Anche Nella bolla prova a rifarsi il look, mostra le storie come in un video di TikTok. Ma la sua bellezza è proprio quando non riesce a nascondere le sue rughe e mostra i suoi anni. Quelli del cinema e dei film della vita di Apatow. Allora ritornano in campo Truffaut ed Effetto notte.

 

Titolo originale: The Bubble
Regia: Judd Apatow
Inteerpreti: Karen Gillan, Iris Apatow, Pedro Pascal, Leslie Mann, Vir Das, David Duchovny, Keegan Michael-Key, Fred Armisen, Guz Khan, Kate McKinnon, Harry Trevaldwyn, Danielle Vitalis
Distribuzione: Netflix
Durata: 126′
Origine: USA, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4
Sending
Il voto dei lettori
2 (6 voti)
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