Nerve, di Henry Joost e Ariel Schulman

Emma Roberts e Dave Franco fanno coppia in un thriller zoppicante con aspirazioni romantiche che esplora il terreno minato della realtà virtuale, dove è facile confondere libertà e prigionia

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Le regole sono poche e semplici. Nerve è un gioco di 24 ore, fondato su una democrazia diretta, come quella che dice di essere il Movimento 5 Stelle. Due fazioni, i player giocano per vincere e i watcher pagano per guardare, i primi vengono sfidati dai click della comunità dei secondi ad affrontare prove via via sempre più pericolose. Più la sfida è ardua, più alta è la gloria tributata e la cifra guadagnata. Chi fallisce o si ritira viene eliminato. Ovviamente, è vietato fare la spia, snitches gets stitches. Infine, l’ultima e più importante regola del gioco, opportunamente lasciata implicita per meglio viverla sulla propria pelle: tutti, senza distinzione tra player e watcher, giocano per scoprire di esser null’altro che prigionieri, tanto del gioco quanto delle loro insicurezze. Il messaggio, insomma, è chiaro. Andando a pescare nei territori sondati, assai più in profondità, da molti degli episodi di Black Mirror, Nerve, con la sua morale usa e getta, esplora il terreno minato della realtà virtuale, dove è troppo facile confondere libertà e prigionia, dove l’anonimato promesso dalla rete non salva l’umanità dalla colpevolezza dei suoi desideri e dove l’ossessione della popolarità a tutti i costi, fatta di like e follower, si rivela essere un gioco perverso che porta alla distruzione.

nerveDopo Viral e i capitoli numero tre e quattro di Paranormal Activity, Henry Joost e Ariel Schulman si cimentano nell’adattamento cinematografico del romanzo di Jeanne Ryan e scelgono di cavalcare l’onda dell’ormai più che rodata etichetta young adult, tornando a visitare le dinamiche, già battute in Catfish, documentario trasformato poi in una serie trasmessa da MTV, delle distorsioni identitarie messe in moto dal confronto con l’universo virtuale di internet. Il risultato è uno zoppicante thriller adrenalinico dalle aspirazioni romantiche (o forse è il contrario?), tutto, o quasi, girato in una New York notturna illuminata al neon, in una fluorescenza che cerca di significare l’ibridazione perversa di vita reale e realtà virtuale, visione rafforzata dall’uso ripetuto di sguardi proiettati sul mondo da dietro lo schermo del computer. A popolare questo racconto di formazione è un bestiario di personaggi che non va, purtroppo, oltre lo stereotipo. L’amica fin troppo spigliata, il ragazzo un po’ nerd segretamente innamorato della protagonista, l’ombra minacciosa, con tanto di look alla Mad Max, proiettata dal presunto villain e i due protagonisti del film uniti dalle sfide del gioco, la Vee un po’ impacciata della biondissima Emma Roberts e il fascino dolcemente misterioso di Dave Franco. Senza poi dimenticare la povera Juliette Lewis, lasciata affondare nell’animato del ruolo di madre apprensiva. A differenza dei player del gioco, la coppia Joost/Schulman non si prende alcun rischio. Nerve è un oggetto tutto di superficie che non ha il coraggio di andare fino in fondo, dentro la violenza di uno spaccato generazionale che ha perduto il controllo, preferendo piuttosto annacquare il suo discorso nella banalità rassicurante della deriva romantica. Quel che resta, dopo aver giocato, è solo una veste scintillante e un ritmo frenetico collassati su se stessi come un castello di carte.

Titolo originale: id.
Regia: Henry Joost e Ariel Schulman
Interpreti: Emma Roberts, Juliette Lewis, Dave Franco, Miles Heizer, Emily Meade, Marc John Jefferies, Machine Gun Kelly
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 96′
Origine: USA, 2016

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