Netflix presenta un’offerta all-cash per acquisire Warner Bros.
Per contrastare la recente proposta di Paramount ed accelerare il processo di acquisizione, Netflix si è offerta di pagare 83 miliardi di dollari
A seguito dell’offerta di Paramount, Netflix ha alzato ancora una volta la posta in gioco proponendo un’acquisizione di Warner Bros. all-cash (ovvero, da pagare interamente con fondi propri già disponibili, senza ricorrere a mutui o finanziamenti esterni). Il valore complessivo dell’offerta rimane invariato, circa 83 miliardi di dollari ma, se la precedente proposta prevedeva circa 23 dollari ad azione a cui si aggiungevano 4,5 dollari in azioni Netflix, la nuova formula prevede un compenso esclusivamente monetario. Secondo l’accordo, Warner Bros. dovrebbe inoltre procedere allo scorporo di Discovery Global, che include canali come CNN, TNT Sports e Discovery+, consentendo agli azionisti Warner di continuare a detenere quote di partecipazione nella nuova società Discovery. In una nota sul sito di Netflix, Ted Sarandos ha dichiarato: “Il nostro accordo rivisto all-cash consentirà una tempistica accelerata per il voto degli azionisti e offrirà maggiore certezza finanziaria“.
Anche Paramount aveva recentemente presentato un’offerta all-cash, che puntava però ad acquisire l’intera Warner Bros. per circa 108 miliardi di dollari. Quando il consiglio di amministrazione Warner ha dichiarato più vantaggiosa l’offerta di Netflix, Paramount ha anche presentato una causa presso il tribunale del Delaware (dove, oltre alle due società, per motivi fiscali hanno sede molte grandi aziende statunitensi), chiedendo che Warner rendesse pubbliche le analisi e le valutazioni alla base della scelta. Il giudice ha però respinto la richiesta, stabilendo che Paramount non ha dimostrato l’esistenza di un danno tale da giustificare un intervento così urgente ed invasivo da parte del tribunale.
Quindi, è chiaro che la sfida per acquisire la società che controlla franchise di rilievo come Game of Thrones, Harry Potter e personaggi di DC Comics come Batman e Superman, oltre a prestigiosi studi cinematografici e televisivi, resta ancora accesa. Inoltre, oltre alla sfida con Paramount, Netflix dovrà confrontarsi anche con l’antitrust statunitense. Infatti, l’eventuale integrazione di HBO Max (da poco arrivato anche in Italia) all’interno di una delle piattaforme di streaming con il maggior numero di abbonati solleva non pochi interrogativi, anche se Sarandos ha affermato che Netflix avrebbe già avviato il processo regolatorio. Sulla vicenda si è espresso con preoccupazione anche l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump, vicino alla famiglia Ellison (che controlla Paramount) oltre che storicamente ostile alla CNN.
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In una recente intervista al New York Times, Sarandos ha rassicurato sul fatto che l’obiettivo di Netflix non sarebbe quello di smantellare Warner Bros., ma di rafforzarne la posizione, valorizzandone il potenziale cinematografico. Secondo Sarandos, infatti, i film targati Warner rimarranno in sala ben 45 giorni: “Quando questo accordo si concluderà, possederemo un motore di distribuzione cinematografica fenomenale, che genera miliardi di dollari di incassi e che non vogliamo mettere a rischio. Gestiremo quell’attività in gran parte come lo facciamo oggi, con finestre cinematografiche di 45 giorni“.
Sulla pagina creata appositamente per l’operazione, le due società spiegato che la transazione dovrebbe chiudersi entro 18 mesi dalla data in cui hanno sottoscritto l’accordo di fusione (la cui eventuale uscita comporterebbe una penale di circa 2,8 miliardi di dollari per Warner Bros). Nel recente comunicato stampa congiunto tra Netflix e Warner Bros., David Zaslav, presidente e CEO di Warner ha dichiarato: “L’accordo rivisto ci avvicina ancora di più alla combinazione di due delle più grandi aziende di storytelling del mondo e consentirà a un numero ancora maggiore di persone di godere dell’intrattenimento che ama. Unendo le forze con Netflix, combineremo le storie che Warner Bros racconta da oltre un secolo e che hanno catturato l’attenzione del mondo, garantendo che il pubblico possa continuare a goderne per le generazioni future“.


























