"Niente può fermarci" – Incontro con Luigi Cecinelli e il cast del film

E' stato presentato oggi Niente può fermarci, il nuovo road movie adolescenziale di Luigi Cecinelli (Visions). Prodotto da Angelika Vision di Claudio Zamarion (storico direttore della fotografia dei fratelli Vanzina) con il supporto di Rai Cinema, il film vede un cast formato dai giovani Emanuele Propizio (Grande, grosso e Verdone, Manuale d'amore 3), Federico Costantini (Un giorno perfetto, Cardiofitness), Vincenzo Alfieri (Ex, Questa notte è ancora nostra) e l'esordiente Guglielmo Amendola assieme a Paolo Calabresi (Una famiglia perfetta, Diaz), Massimo Ghini (Natale a Rio, Tutta la vita davanti), Gianmarco Tognazzi (Bella addormentata, I soliti idioti) e Serena Autieri (Natale in Sudafrica, Il principe abusivo). Da ricordare la partecipazione di Gérard Depardieu, assente all'incontro con la stampa.

 

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Come è nato il progetto?

Luigi Cecinelli: Avevo questa idea in testa da molti anni. Poi, quando ho conosciuto Ivan Silvestrini, il mio co-sceneggiatore, ho capito che si poteva realizzare al meglio. E' stata una bellissima collaborazione. Ci siamo divertiti e credo che il maggior apporto "giovanilistico" sia stato dato proprio dall'intervento di Ivan.

 

 

Come avete messo insieme il cast?

Luigi Cecinelli: Insieme a Claudio Zamarion, il magnifico produttore/direttore della fotografia, abbiamo cercato per mesi i volti giusti. Ci sono attori che ci hanno convinto subito e sono stati i primi ad essere coinvolti, penso a Vincenzo Alfieri e a Emanuele Propizio, e altri che mi sono praticamente caduti tra le braccia come Guglielmo Amendola, il volto perfetto per Mattia. Per quanto riguarda il casting dei genitori è stato un pò come il Natale. Io ho fatto una lista dei desideri e Claudio me li ha esauditi tutti.

 

 

niente può fermarciIl film, pur nel contesto della commedia, tratta temi importanti come i disturbi psichici. Da dove viene la volontà di affrontare questi argomenti?

Luigi Cecinelli:  L'idea originale è nata parlando con un mio amico che faceva il volontario in una clinica. Mi raccontava di questi giovani ragazzi che venivano a curarsi in queste strutture. Insieme a Ivan abbiamo scelto le sindromi di cui parlare come la Tourette, forse la più colorita. Comunque il mio obiettivo è mostrare che in molte occasioni la malattia è più negli occhi di chi guarda che dentro chi la vive. Basta vedere come i genitori dei ragazzi, sempre attenti a condizionare i propri figli, una volta che si ritrovano in discoteca diventano i disadattati.

 

 

Come è nata la partecipazione di Depardieu?

Luigi Cecinelli: E' stato un grandissimo regalo. Mentre scrivevo, devo ammetterlo, l'ho buttata li, senza troppe aspettative. Poi Claudio mi ha chiamato e mi ha detto che Gérard era della partita. E' sempre stato coinvolto e ha creduto in noi. E' stato di una generosità impressionante.

 

 

Quale è stata, invece, l'esperienza dei giovani protagonisti?

Emanuele Propizio: Io sono coinvolto da anni in questo progetto da anni. Pensate che la prima volta che me ne hanno parlato ero minorenne e adesso ho ventidue anni. Poi non posso che ringraziare tutti. Io negli ultimi due anni ho avuto la fortuna di recitare con Depardieu e De Niro. Beh, potrei finirla anche qua. Un ultima cosa. Lo dico a tutti quelli che mi fermano per strada e me lo chiedono. Massimo Ghini non è mio padre!

 

Federico Costantini: E' stato molto divertente. Per me è un ruolo nuovo, di solito sono abituato ad altri personaggi. Non ho tutte le manie del mio personaggio, però, ammetto che anche io ho una paura terribile per gli insetti. E' stato questo il punto di partenza per prepararmi.

 

Guglielmo Amendola: Per me, che vengo da un altro contesto, è stato tutto nuovo e bellissimo. Ringrazio tutti per avermi dato una mano ad ambientarmi. I ragazzi mi hanno guidato sul set e siamo diventati amici. E poi girare a Ibiza è stato meraviglioso.

 

Vincenzo Alfieri: Io mi sono impegnato tantissimo nel preparare il mio ruolo. Ho voluto costruire bene sia il mio personaggio e il suo disturbo. E' vero che abbiamo calcato sui lati più colorati della Tourette ma è stato fatto tutto con grandissimo rispetto. Finisco sottolineando la bravura del regista di averci dato sempre libertà sul set.