Noi e la grande ambizione, di Andrea Segre
Un interessante film-documentario, ideale controcampo dell’opera del 2024, atto ad interrogare l’attuale società civile sulla necessità di una nuova e rinnovata dimensione dell’agire politico.
Qual è, oggi, la nostra grande ambizione?
STORY EDITOR, corso online dal 20 gennaio 2026

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A un anno dall’uscita di Berlinguer – La grande ambizione Andrea Segre volge la cinepresa verso il pubblico del suo film, compiendo un ideale controcampo atto ad interrogare l’attuale società civile sull’effettiva valenza della politica, spostando la questione sul qui ed ora ma, soprattutto, sul noi.
Ne emerge un interessante film-documentario, efficace cassa di risonanza che riecheggia le diverse riflessioni sulla necessità di una nuova e rinnovata dimensione dell’agire politico: il tutto, attraverso l’intreccio tra scene inedite del film, immagini di backstage e i conseguenti incontri, dialoghi e discussioni che hanno coinvolto gli spettatori, in particolare i più giovani. Ma cosa significa fare politica, politica vera, oggi?
Se – come afferma Aldo Spiniello nella sua recensione – il Berlinguer nell’ottica di Segre era un esempio di vicinanza, se non di coincidenza, tra l’idea e la realtà, chi tra i politici contemporanei sarebbe in grado di raccoglierne il testimone? La risposta, sembra suggerirci il documentario, non va ricercata nell’attuale classe politica, incapace di fare da collante tra istituzioni e società civile, ma nella pluralità di corpi e voci che possono e devono tornare ad abitare e partecipare in massa quegli spazi sociali sempre più vuoti e disabitati.
Così, proprio in quegli spazi (le università, i luoghi di impegno civile e politico e, perché no, anche le sale cinematografiche), Segre si ferma ad ascoltare i pensieri e le opinioni delle ragazze e dei ragazzi che, anche se ormai rappresentano una minoranza della società italiana, quegli spazi li frequentano ancora quotidianamente. È dai loro interventi, alcuni ferventi e speranzosi, altri decisamente più disillusi, che emerge la necessità di comprendere fino in fondo il legame tra la propria vita e l’agire politico, là dove l’infelicità – così come la definiva Berlinguer – si traduce in una totale mancanza di condivisione e solidarietà, in una totale disaffezione verso la cosa pubblica e in un’incapacità sempre più evidente di saper comunicare all’altro, se non attraverso uno strumento terzo. Diversi sono i contributi che evidenziano come le persone abbiano disimparato a stare dentro la diversità, raggruppandosi all’interno della propria minuscola bolla di rappresentanza. Ecco che, allora, la nostra grande ambizione, oggi, diventa quella di collaborare (e non competere) per lo sviluppo e la costruzione di organizzazioni più fluide, più adeguate ad affrontare la complessità della realtà contemporanea e che, forse, non possono più concretizzarsi in un partito politico.
Regia: Andrea Segre
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 70′
Origine: Italia, 2025




















