Nome in codice: Broken Arrow, di John Woo

“È un film per cultori d’arte, per esteti, neppure per cinefili sfrenati. O così o nulla“. Enrico Ghezzi

La macchina da presa inquadra perpendicolarmente dall’alto un bianco ring dove combattono il maggiore Vic Deakins (John Travolta) e il capitano Riley Hale (Christian Slater). Ai primissimi piani dei contendenti si alternano finte, controfinte, pugni al rallentatore con la citazione delle mosse dell’incontro Alì/Foreman. Un uomo di fronte a un altro uomo, prima amico poi nemico, faccia a faccia: sembra il prequel di Face/Off con la variante della contaminazione della spy story (soprattutto la serie 007) e l’ambientazione nel deserto roccioso dello Utah dal sapore fortemente fordiano.

Alla seconda prova americana dopo Senza tregua del 1993, John Woo continua a fondere il surrealismo del cinema di Hong Kong con la Computer Graphics Hollywoodiana portando avanti la supremazia dello stile sulla profondità dei contenuti. Fa indossare a John Travolta le vesti del pazzo bombarolo e lascia a Christian Slater e alla bella Samantha Mathis (il ranger Terry) il ruolo dei soldati buoni che lottano per salvare il mondo dalla catastrofe atomica. Broken Arrow è una citazione in codice militare che si riferisce alla perdita di un ordigno nucleare: in questo caso è il maggiore Deakins che, un po’ per vendetta professionale e un po’ per organizzare un milionario ricatto, ruba due testate nucleari dal bombardiere Stealth B-3. C’è in ballo una scommessa di venti dollari tra il maggiore e il capitano e non si tratta solo di differenze gerarchiche o di età, ma di principi morali.

John Woo organizza momenti altamente spettacolari frammentando il montaggio tra scoppi e spari e usando il ralenti per le sottolineature romantiche: l’entrata in scena di John Travolta sulle note del basso di Duan Eddy ammicca ad atmosfere tipicamente western. A conferma di ciò la colonna sonora di Hans Zimmer è ispirata da quella di Morricone per C’era una volta il West. Lo stesso John Travolta imposta il suo personaggio su toni semi-parodici e in più di una occasione fa il verso al leggendario Slim Pickens di Doctor Strangelove.

Il film può essere suddiviso in tre grandi blocchi: nel primo abbiamo l’incidente aereo allo Stealth B3 e la separazione tra Vic e Riley; nel secondo blocco si sviluppa l’atmosfera claustrofobica dentro la miniera che culmina con l’esplosione della bomba atomica; nel terzo abbiamo l’inseguimento in treno e il ricongiungimento tra Riley e Vic per la resa dei conti. C’è anche spazio per lo stato nascente dell’innamoramento: dopo essersi scontrati, Terry e Riley formano un’alleanza che bypassa le regole dettate dal sistema. L’inseguimento dell’elicottero ricorda per prologo silenzioso e montaggio quello dell’aereo disinfestatore che bracca Cary Grant in Intrigo internazionale di Hitchcock. La modalità ipercinetica riesce a integrare il flusso del film nella corrente psichica dello spettatore: se lo stile è l’adattamento della parola o dell’azione a una idea, allora possiamo affermare che il cinema di John Woo riesce a camminare miracolosamente sul filo d’equilibrio della coscienza riflessiva e della coscienza immaginaria.

La messa in scena viene indirizzata in un transfer emozionale dove l’eccesso diventa pratica di riconoscimento cinefilo. Sceneggiato da Graham Yost (Speed) con il consueto ritmo esponenziale, Nome in codice: Broken Arrow aggancia lo spettatore sin dai primi minuti e lo scaraventa sulle montagne russe di un dinamismo intensivo che, rimanendo in superficie, tiene legati tra loro i movimenti generati da fattori esterni e quelli generati da fattori interni ai personaggi: il risultato è un gioco di artificio cinetico in cui l’iconico prevale nettamente sul diegetico.

 

Titolo originale: Broken Arrow

Regia: John Woo

Interpreti: John Travolta, Christian Slater, Samantha Mathis, Delroy Lindo

Durata: 108′

Origine: Usa 1996

Henere: azione