“Non chiamatelo cinepanettone”. Incontro con Volfango De Biasi, Lillo & Greg, Ruffini e Mandelli

La maggior parte del cast dell’ultimo film diretto da Di Biasi era presente questa mattina al cinema Savoy. Oltre a Lillo & Greg, che dell’opera firmano anche la sceneggiatura assieme al regista e a Francesco Bencivenni – unico assente alla presentazione – ed a Francesco Marioni e Tiziana Martini, c’erano gli attori Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Giulia Bevilacqua, i produttori Aurelio e Luigi De Laurentiis e lo “special guest” Peppino Di Capri.

Fresco del successo di  Un Natale stupefacente, che già vedeva come protagonisti Lillo & Greg accanto ad Ambra Angiolini, Di Biasi afferma che non vorrebbe che Natale col boss fosse definito come un “cinepanettone”, ma come una “commedia di Natale”, e aggiunge le lodi ai co-sceneggiatori e attori protagonisti Lillo & Greg: “Natale col boss è il quarto film di un ciclo in cui ero partito unicamente come sceneggiatore, per poi diventare regista. Sono commedie surreali, non sono film che avrei mai pensato di fare, ma scrivere questo assieme a Lillo e Greg, con cui condivido i gusti cinematografici, è stato un piacere, c’è stato un fertile scambio di idee. Sono trent’anni che non si fanno film di Natale di questo tipo, con un gioco sul genere come quello che abbiamo costruito noi. La mia ambizione era quella di regalare al pubblico un film comico, ma che prima di tutto fosse un film, non solo una serie di sketch”.

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Il produttore Aurelio De Laurentiis ha sottolineato l’importanza di un cambiamento rispetto agli “storici” film di Natale e non: “Io e mio figlio ci confrontiamo molto, e il confronto parte dalle storie. Dopo aver prodotto Manuale d’amore, non ci saremmo mai sognati di produrre Manuale d’amore 5-6 o 7. Era un ciclo che doveva finire. Come si è concluso il ciclo del cinepanettone. Mentre lo producevamo ci siamo divertiti a raccontare la pochezza dell’italiano che non voleva riconoscersi in quello che vedeva, e pensava sempre che rappresentasse il suo vicino al cinema e non se stesso. Ma quando dopo trent’anni è scaduto il contratto con De Sica abbiamo pensato che un cambio di rotta era essenziale”.

“Questo è uno dei film in cui ho improvvisato meno”, afferma Francesco Mandelli, a cui fa eco Paolo Ruffini. “Non ho messo molto di mio nel personaggio, che già funzionava dalla sceneggiatura. Il mio ruolo è quello di un poliziotto un pò demente che ha visto troppi polizieschi americani. Non c’era bisogno di improvvisare, la comicità in Natale col boss è data piuttosto dalle situazioni”.

Protagonisti e ideatori del film, Lillo & Greg descrivono la commedia come “Un gioco degli equivoci, ci siamo ispirati a A qualcuno piace caldo e a Mickey occhi blu. Parte tutto da un gioco di parole, ossia lo scambio di nomi tra Leonardo Di Caprio e Peppino Di Capri”.

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Mentre Peppino Di Capri ha affermato di essersi molto divertito a recitare per la prima volta nella sua vita, e scherzando ha dichiarato di aver “purtroppo” percepito solo uno stipendio, nonostante interpretasse un doppio ruolo, di se stesso e del boss della camorra, divenuto identico a lui sotto i ferri dei chirurghi plastici Lillo & Greg.