Non escludo il ritorno, di Stefano Calvagna

gianfranco butinar in non escludo il ritorno"Io invecchierò solo 5 minuti prima di morire". La didascalia apre l'ultimo film di Stefano Calvagna dedicato a Franco Califano, già al centro delle polemiche per l'esclusione all'ultimo Festival di Roma. E nella frase ci sono già le intenzioni dichiarate, quella di basarsi su quella che lo stesso regista ha definito la 'terza vita' del cantautore che fa coincidere più o meno con i suoi utimi 10 anni (dall'esibizione del 2004 al Teatro Flaiano) che segue quella del successo e successivamente quella dei problemi giudiziari e con la droga.

Franco Califano è morto il 30 marzo 2013. E la materia narrativa per un film su di lui era imponente. E in Non escludo il ritorno ci si aspettava forse di vedere anche una parte della sua vita precedente a quella raccontata, che potesse far entrare direttamente nella vita del personaggio. Un po' come Johnny Cash in Walk the Line. Quando l'amore brucia l'anima. O bastava anche l'approccio della miniserie tv con Claudio Santamaria nei panni di Rino Gaetano in Ma il cielo è sempre più blu. Calvagna invece ha prederito concentrarsi sulla sua figura di personaggio scomodo, spesso isolato nella sua casa di Acilia ("Nun me va de annà in televisione a famme pijà per culo" dice a un certo punto al suo agente interpretato da Enzo Salvi) e circondato dai gianfranco butinar ed enzo salvi in non escludo il ritornosuoi amici fedeli. Dove, anche nella vita reale, c'erano lo stesso regista e Gianfranco Butinar, l'attore che lo interpreta, noto per le imitazioni di cantanti (tra cui, oltre allo stesso Califfo, anche Al Bano, De Gregori e Renato Zero) e personaggi calcistici (Totti, Ibrahimovic, Moggi) che lo conosceva dal 1991.

Da una parte il progetto. Che è un atto di amicizia, il tentativo di riprodurre il più fedelmente possibile questo 'terzo tempo' della vita del cantautore che vuole essere anche un ritratto intimo. Sia che si tratti di campioni di kickboxing (Senza paura), l'ultrà e lo scommettitore (L'ultimo ultras), la vittima dell'usura (Il peso dell'aria), il criminale in fuga (Il lupo), il cinema di Calvagna continua a disegnare individui singoli in lotta contro un sistema che sembra averli intrappolati. Ma un biopic su Califano aveva bisogno di un altro respiro. E non basta tenerlo quasi sempre al centro della scena. Il suo corpo e la sua voce sonoelementi indispensabili, ma è tutto ciò che gli sta intorno che appare debolissimo. A cominciare dai personaggi secondari (dal monologo di Michael Madsen all'amico prete interpretato da Saverio Vallone) fino alla sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo. Dove c'è la conferenza, la stanza d'albergo, ma non c'è né il luogo né si avverte il clima del festival e, quindi, di quella sua altra cocente delusione.

 

Regia: Stefano Calvagna

Interpreti: Gianfranco Butinar, Enzo Salvi, Franco Oppini, Nadia Rinaldi, Michael Madsen, Saverio Vallone, Stefano Calvagna

Distribuzione: Poker Entertainment

Durata: 90'

Origine: Italia 2014