Non sarai sola, di Goran Stolevski

Tra Robert Eggers e certe scheggie quasi à la Malick, un horror ambizioso che però si fa schiacciare dai suoi modelli e, per certi versi, sottovaluta troppo la sua voce ed il suo sguardo

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Nella Macedonia del XIX secolo, la giovane Nevena viene rapita da una strega che le dona straordinari poteri e vorrebbe accudirla come una figlia. La donna si rende però conto di non essere adatta al compito, così caccia la ragazza, che può scoprire il mondo circostante mischiandosi agli umani grazie alle sue capacità di mutaforma interrogandosi sui misteri della vita.

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Cerca l’impossibile sintesi tra il New Horror di Robert Eggers e l’esistenzialismo di Terrence Malick, Non sarai sola e pare quasi riuscirci, in equilibrio tra la matericità, la concretezza tipica di certo horror contemporaneo ed un approccio al racconto fatto di ritmi dilatati, parentesi riflessive, intimità e delicatezza.

Il punto, tuttavia, è che Stolevski rende i suoi debiti troppo evidenti. I monologhi in voice over finiscono per opprimere il racconto, il passo da cinema apertamente artsy (con tanto di aspect ratio in 4:3), ammanta il tutto di un’atmosfera suggestiva ma anche troppo eterea, così Non sarai sola rischia di essere un vuoto esercizio di stile.

Eppure è evidente che Stolevski sia un narratore abile, in grado di far emergere i sottintesi del racconto e di costruire intere sequenze solo a partire dai gesti o dagli sguardi dei personaggi ma abbia anche uno sguardo che riesce a farsi strada nel crogiuolo di riferimenti in maniera evidente, tra vertiginose soggettive irreali e parentesi quasi antropologiche, che ricostruiscono rituali legati alla cultura ancestrale dell’Europa dell’Est del XIX secolo.

Non sarai sola

 

A Stolevski manca tuttavia lo sguardo giocoso a cui si presta un progetto del genere. Perché ogni trasformazione di Nevena, in animale, in uomo, in bambina, avrebbe potuto schiudere un’infinita serie di approcci su cui strutturare il racconto, ma il regista ha troppa paura di allontanarsi dai suoi modelli per trovare una strada propria. Così non soltanto si irrigidisce ma si limita, spesso, a seguire soltanto le traiettorie dei singoli personaggi, senza uno sguardo orientato, senza una costruzione tematica e, quando lo fa (riflettendo, ad esempio, sulla condizione femminile del tempo a partire dal confronto tra patriarcato e stregoneria), riduce il tutto ad un abbozzo, quasi ad un pamphlet apodittico senza le necessarie argomentazioni.

Stolevski pare riprendere il controllo del film solo nell’ultimo atto, quando ricostruisce, in flashback, la storia di Maria, la strega che ha trasformato Nevena, una parentesi cruda, appassionata, coerente per linguaggio e tematiche, soprattutto legatissima agli spazi di quel cinema dell’Est Europa da cui Stolevski vorrebbe tenersi lontano.

Forse, davvero, Non sarai sola inizia solo ora, peccato che il regista non se ne renda conto.

Non sarai sola è l’esordio di uno sguardo evidentemente talentuoso e capace di raccontare le proprie storie. Peccato Stolevski si faccia sottomettere dalle ambizioni e cerchi altrove ciò che già, evidentemente, possiede, così il suo film non può che essere un colpo solo in parte andato a segno.

Titolo Originale: You Won’t Be Alone
Regia: Goran Stolevski
Interpreti: Sara Klimoska, Anamaria Marinca, Noomi Rapace, Alice Englert, Félix Maritaud, Carloto Coto
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 109′
Origine: Australia, Uk, Serbia, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.8
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Il voto dei lettori
4.2 (5 voti)
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