Non succede, ma se succede…, di Jonathan Levine

Charlotte Field, Segretario di Stato degli Stati Uniti, è amata da tutti gli americani. È una gran lavoratrice e il suo comportamento è sempre impeccabile. Di splendido aspetto, ha un portamento elegante e non mangia cibo allo spiedo in pubblico, perché non sa farlo con grazia. Fred Flarsky è un giornalista devoto al culto della verità , molto meno elegante nel portamento e dai comportamenti non proprio impeccabili. I due sono destinati a ritrovarsi insieme ma il loro rapporto è un vero e proprio Long Shot, titolo originale di Non succede, ma se succede… e espressione inglese che sta ad indicare qualcosa di improbabile, senza speranza.

Questa nuova commedia americana, con due fantastici Charlize Theron e Seth Rogen, vanta nelle retrovie bei nomi dell’odierna comicità statunitense: scritta a quattro mani da Dan Sterling e Liz Hannah, lui è produttore di Girls e sceneggiatore di South Park e di The Interview, lei  è sceneggiatrice, un po’ meno comica, del The Post di Spielberg e di più episodi della seconda stagione di Mindhunter (solo per dirne alcuni). A dirigere c’è Jonathan Levine, regista del natalizio Sballati per le feste con Joseph Gordon Lewitt e Rogen, coppia diretta anche in 50e50. Con i curriculum si potrebbe andare avanti per molto, quanto basta per capire che Non succede, ma se succede… si fa forte della sua squadra e ovviamente dei due protagonisti, i nuovi Edward e Vivian di Pretty Woman, riferimento cinematografico esplicitamente dichiarato del film. Insomma le dinamiche narrative le conosciamo e non ci sorprende che a produrre sia la coppia Rogen e Goldberg, protagonisti di quella generazione hollywoodiana che ha fatto di Hollywood stessa la propria materia narrativa, senza limitarsi al mero citazionismo del cinema dei padri ma piuttosto rielaborandolo e modellandolo a proprio piacimento; giocando con le icone, dissacrandole e al contempo mantenendo il rispetto che si deve a questa mitologia americana.

Così se in Sballati per le Feste il sottotesto narrativo era La vita è meravigliosa, dove l’angelo Clarence era uno stonatissimo Michael Shannon, qui la nostra coppia ricorda i sempre giovani Richard Gere e Julia Roberts, e Rogen, sia chiaro, veste i panni di quest’ultima e non del ricco avvocato.

Ma Non succede, ma se succede… gioca anche sulle grandi questioni del momento: quella ambientale, che il Segretario porta avanti contro politici corrotti e padroni dei media (Bob Odenkirk nei panni del Presidente degli Stati Uniti e Andy Serkis in quelli del viscido Parker Wembleu) e quella del ruolo della donna  nel mondo e di conseguenza nel cinema. Non dovrebbero contare le capacità politiche di una donna piuttosto che saper mangiare con garbo il cibo allo spiedo? E il film sa allargare il discorso  anche all’insostenibile peso delle apparenze, che sembra schiacciare l’America più di ogni altro Paese (centrale il ruolo di Alexander Sarskård nei panni del Primo Ministro canadese).

Ora, c’è da dire che da questi pazzi commedianti iniziamo ad aspettarci qualcosa di più, proprio per l’enorme fiducia e riconoscenza che gli portiamo. Da spettatori avidi di commedie, genere ristoratore, sentiamo il bisogno di un’evoluzione perché è indubbio che la nuova leva, forte del suo successo, si è adagiata su gag divertenti ma anche troppo reiterate. Pretendiamo perché crediamo nella serietà del genere e se da tempo questa comicità ha fatto della rilettura dei ruoli femminili il suo punto forte, al contempo risponde a questioni più generali e sempre più urgenti, come quel clima finto-moralista di cui l’America non fa che nutrirsi e avvelenarsi. È quindi un affare importante, anche in questo caso, mentre Levine segue una deriva romantica che ci godiamo con piacere, credendo e sperando in questa storia senza speranza.

Titolo originale: Long Shot

Regia: Jonathan Levine

Interpreti: Charlize Theron, Seth Rogen, Bob Odenkirk, Andy Serkis, O’Shea Jackson Jr., Alexander Sarskård, June Diane Raphael

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 125′

Origine: USA. 2019

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