"Norbit", di Brian Robbins

Forse non è una commedia, forse Norbit è un film dell'orrore: l'orrore della morte della fantasia, a più livelli. Un cinema stanco (defunto?) che ricalca pedissequamente sè stesso.

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BANDO BORSE DI STUDIO IN CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING

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Una volta il cinema americano produceva le migliori commedie del mondo. Una volta, appunto. Oggi l'impressione è che non interessi più sperimentare, trasmettere un'idea, una visione: oggi si agisce esclusivamente sul preesistente, operando sul genere con un atteggiamento necrofilo che quasi spaventa; per alcuni registi e sceneggiatori la commedia (ma il contesto potrebbe ampliarsi, e di molto) sembra essere diventata il corpo morto da riproporre all'infinito, sul quale accanirsi, sul quale vivere di rendita. Come in quel gioiellino che è Morti e sepolti (tra le altre cose, anche un'acutissima riflessione sul cinema inteso come morte al lavoro), noi siamo tutti cadaveri, solo che non lo sappiamo. Citiamo l'horror di Gary Sherman del 1981 non per vezzo cinefilo, ma perchè anche Norbit è più o meno questo: un corpo senza vita ignaro di essere tale. Inteso come esperimento sulla carne e la fisicità di Eddie Murphy, non aggiunge nulla a quanto detto, per esempio, già dieci anni fa da un film come Il professore matto: nonostante il declino professionale degli ultimi tempi,  il talento comico dell'attore americano rimane tra i più travolgenti e inarrivabili, ma continua a mettersi al servizio di pellicole quasi sempre sbagliate. In Norbit il cinema non esiste più; i generi smettono di assumere significato, e la ripetizione e la mancanza di suspense (intesa come interrogativo su cosa stia per accadere) diventano il motore dello svolgimento. In Norbit non c'è nulla che non ci si possa attendere sin dall'inizio, non ci sono sorprese e, soprattutto, non c'è mai interesse; la comicità, scaturita da corpi grassi e flatulenze varie, è ancora ferma alla fase anale, mentre il ritmo e i tempi della narrazione sembrano appartenere a un altrove imprecisato: togliendo tutti questi elementi, cosa rimane? La trama, che già di per sé ispira ben poca fiducia: nerd cresciuto in orfanotrofio, Norbit è tormentato da una ragazza pachidermica che diventerà sua moglie e gli rovinerà la vita sino a quando, improvvisamente, lui ritroverà il suo primo amore d'infanzia, la bellissima Kate; la quale ora è fidanzata ma ovviamente non importa, perché alla fine tutto andrà come deve andare. Che certi meccanismi e risvolti siano ormai sempre gli stessi è assodato, e nessuno grida allo scandalo per questo, ma quando sullo schermo il rifiuto nei confronti della vitalità di ciò che viene messo in scena diventa manifesto, l'orrore dilaga indisturbato. Alla luce di tutto ciò, il paragone con un morto vivente forse non appare più tanto azzardato.

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Titolo originale: id.


Regia: Brian Robbins


Interpreti: Eddie Murphy, Thandie Newton, Cuba Gooding Jr, Terry Crews


Distribuzione: UIP


Durata: 102'


Origine: USA, 2007

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