Notte italiana, di Carlo Mazzacurati

Nella seconda metà degli anni ’80 è stato una ventata di novità nel cinema italiano. Il suo sguardo intimo sul paesaggio e sui personaggi è stato confuso forse per minimalismo. Ma ci si trovava davanti finalmente a un film piccolo e complesso, che raccontava la corruzione dell’Italia degli anni ’80 attraverso il microcosmo del Delta del Po e mostrava le ombre del terrorismo attraverso la figura di Daria. Inoltre fondeva le forme di una straniata commedia sentimentale con delle sottotracce noir.

L’avvocato Otello Morsiani (Marco Messeri), avvocato di uno studio legale di Padova, viene mandato sul Delta del Po per fare una stima di un terreno destinato ad essere espropriato per sostituirlo con in parco naturale. Lì conosce Daria, una ragazza del posto madre di un figlio, e se ne innamora. Scopre inoltre una serie di segreti legati a speculazioni edilizie, estrazioni di metano e la misteriosa morte di un ispettore minerario avvenuta vent’anni prima. Si mette contro quasi tutti gli abitanti del posto, in particolare l’allevatore di polli Achille Tornova (Mario Adorf), ma decide comunque di andare avanti per la sua strada mettendo la propria vita in pericolo.

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Notte italiana rappresenta un doppio esordio: quello di Carlo Mazzacurati nel lungometraggio e dei produttori Nanni Moretti e Angelo Barbagallo con la Sacher Film. A tratti c’è qualche forzatura nei dialoghi (“Non sarà mica onesto lei” chiede Tornova a Morsiani) e Messeri ogni tanto si lancia in qualche gesto alla ‘Moretti’ come quello in cui corre in strada da solo dopo aver sentito il terremoto. Al tempo stesso è un cinema che sprofonda magicamente nei suoi ambienti ed è capace di essere assorbito istintivamente dalla sue atmosfere, spesso segnato dalla nebbia e della pioggia come nel bel finale di un noir padano che ogni volta rimette le carte in gioco e non si affida ai percorsi sicuri del genere.

Mazzacurati sa raccontare con affetto i suoi personaggi. Valorizza al meglio la determinazione e anche la sottile disperazione di Marco Messeri, s’incanta sullo sguardo di Giulia Boschi all’epoca lanciatissima (aveva recitato nello stesso anno anche in Da grande con Renato Pozzetto e in Il siciliano di Michael Cimino). Usa metafore e citazioni leggere, rispettivamente nel finale in cui il figlio di Daria torna a leggere davanti alla madre e Otello L’isola del tesoro e nel racconto della favola della rana e dello scorpione che arriva direttamente da Rapporto confidenziale di Welles. In più mette in luce tutta la capacità di Mazzacurati di mostrare il rapporto stretto ma anche il contrasto tra i personaggi e l’ambiente (come quello tra il dentista e la malavita della periferia romana in Un’altra vita, uno dei suoi film più riusciti) o l’incontro tra culture diverse come quello tra Otello e lo zingaro Gabor (interpretato da Roberto Citran), descritto sempre con una comicità leggera e surreale, come nella scena del furto della batteria dell’automobile.

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In più Notte italiana è pieno di momenti che lasciano il segno. Su tutti la festa nella balera dove si ritrovano gran parte dei personaggi che ricorda il miglior cinema di Kusturica e la scena in cui Otello gioca con i bambini ad inseguire un’oca sulle musiche di Fiorenzo Carpi.

Vincitore del Ciak d’oro per la migliore opera prima e del Nastro d’argento al miglior regista esordiente, Notte italiana contiene già tutti gli elementi del cinema di Mazzacurati e quella grazia di una commedia e dramma favolistici che in futuro ha poi ritrovato solo a sprazzi. A distanza di più di 30 anni, è uno dei film del cinema italiano degli anni ’80 che non solo invecchiano benissimo ma addirittura migliorano.

 

Regia: Carlo Mazzacurati
Interpreti: Marco Messeri, Giulia Boschi, Mario Adorf, Remo Remotti, Roberto Citran, Memè Perlini, Tino Carraro, Gemelli Ruggeri
Durata: 93′
Origine: Italia, 1987
Genere: drammatico

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
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